Michele Quitadamo è un giovane imprenditore agricolo e coltivatore diretto di Monte Sant'Angelo, già titolare di un antico e avviato frantoio olea

Michele Quitadamo è un giovane imprenditore agricolo e coltivatore diretto di Monte Sant’Angelo, già titolare di un antico e avviato frantoio oleario, con una sola grave “colpa”: una lontana parentela con presunti mafiosi della frazione di Macchia. Questa parentela gli è costata una prima interdittiva antimafia nell’aprile 2021, superata con due anni di amministrazione giudiziaria conclusasi con piena riabilitazione, e una seconda interdittiva nel settembre 2023, annullata definitivamente con sentenza del Consiglio di Stato (il massimo organo della giustizia amministrativa) del gennaio 2026. Nel frattempo è stato costretto a chiudere il suo frantoio, lasciando a casa quindici dipendenti impiegati per tutta la campagna olearia ed oltre; senza contributi agricoli e dovendo restituire anche quelli percepiti negli anni precedenti. Ma nemmeno la pronuncia del Consiglio di Stato e numerose richieste e solleciti hanno convinto la Prefettura di Foggia a cancellare il nome di Michele Quitadamo dalla cosiddetta lista nera (black list) ed ora il giovane imprenditore è sull’orlo del collasso, perchè non riesce ad avere nemmeno l’autorizzazione per il gasolio agricolo, imprescindibile per la sua attività. “Siamo davvero al paradosso, anni di battaglie e pronunce di tribunali non riescono a scalfire l’inerzia della Prefettura, che in barba a qualsiasi sentenza si ostina a non restituire a Michele Quitadamo le sue libertà di operatore economico, che già ha subito danni gravissimi come la chiusura del suo frantoio”, il commento del legale di Quitadamo, l’avvocato Michele Sodrio. “Ancora una volta mi chiedo: le sentenze valgono anche per lo stesso Stato italiano?”


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