Acqua, gli esperti: le falde garantiscono l’85% dell’uso potabile

Le acque sotterranee rappresentano la principale fonte di approvvigionamento idropotabile in Italia e si confermano una risorsa strategica anche a

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Le acque sotterranee rappresentano la principale fonte di approvvigionamento idropotabile in Italia e si confermano una risorsa strategica anche alla luce delle crisi idriche degli ultimi anni. A sottolinearlo è Daniela Ducci, docente di Geologia Applicata dell’Università Federico II di Napoli e componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Geologica Italiana.Secondo i dati illustrati dall’esperta, nel 2024 in Italia sono stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi di acqua destinata al consumo potabile. Di questi, l’84,8% proviene da sorgenti e pozzi, mentre il 15,1% deriva da acque superficiali come fiumi, laghi e invasi artificiali. L’utilizzo di acqua marina desalinizzata resta invece marginale, pari allo 0,1%, ed è concentrato soprattutto in Sicilia, Toscana e Lazio per il fabbisogno delle isole minori.Le acque sotterranee rappresentano oltre il 75% delle risorse idriche destinate al consumo potabile in tutti i distretti idrografici italiani, ad eccezione della Sardegna, dove incidono per circa il 24%. Le percentuali più elevate si registrano nei distretti dell’Appennino Centrale e delle Alpi Orientali, dove superano il 95%, mentre nell’Appennino Meridionale assume maggiore rilievo l’utilizzo delle acque superficiali grazie alla presenza di grandi invasi.Ducci evidenzia come le falde sotterranee presentino generalmente un’elevata qualità naturale, risultino meglio protette dagli agenti contaminanti e siano meno vulnerabili agli effetti della siccità e delle variazioni climatiche. Proprio durante le recenti emergenze idriche, mentre fiumi e laghi hanno raggiunto livelli prossimi ai minimi storici, le risorse sotterranee hanno continuato a garantire l’approvvigionamento di acqua potabile.Per questo motivo, conclude la docente, è fondamentale investire nella conoscenza, nel monitoraggio e nella tutela del patrimonio idrico sotterraneo, valorizzando il ruolo degli idrogeologi nella gestione sostenibile di quella che rappresenta la più importante risorsa idrica rinnovabile disponibile nel medio e lungo periodo.

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