Due anni di governo cittadino

Il dibattito incrociato tra maggioranza e opposizione del Palazzo di Città è debordato dall’aula consiliare nei post dei social madia. In una demo

IL CANOSA PRESENTA RICORSO CONTRO IL 4-3 DEL MANFREDONIA
Contro le grandi opere inutili, la protesta dall’Emilia-Romagna alla Puglia
Covid, focolaio in struttura turistica di Manfredonia: “Al momento 34 ragazzi positivi e 400 tamponi”. Regione: “Tutto sotto controllo”

Il dibattito incrociato tra maggioranza e opposizione del Palazzo di Città è debordato dall’aula consiliare nei post dei social madia. In una democrazia, il confronto tra maggioranza e opposizione è non solo naturale, ma indispensabile: diventa però dannoso quando il dissenso si riduce a un “no” preconcetto o a una contestazione sistematica. Le ultime battute hanno indotto il sindaco Domenico La Marca a compiere una sorta di ricognizione valutativa di questi due anni di governo cittadino.
– Sindaco La Marca questi due anni a Palazzo San Domenico cosa hanno rappresentato?
«Ogni amministrazione comunale va giudicata sulla base del contesto in cui opera, delle risorse disponibili, delle scelte compiute e dei risultati effettivamente conseguiti. Il biennio appena trascorso appare segnato da un elemento distintivo: il tentativo di ricostruire la capacità operativa del Comune dopo una fase particolarmente complessa della storia amministrativa di Manfredonia»
– Non è un mistero che la città esce da un periodo contrassegnato da vicende che hanno profondamente inciso sulla sua credibilità e nella capacità operativa.
«Le difficoltà finanziarie, il rallentamento di numerosi interventi, la perdita di opportunità e una diffusa sfiducia hanno creato un contesto nel quale la priorità non era soltanto quella di avviare nuovi progetti, ma ripristinare il funzionamento della macchina amministrativa e la sua autorevolezza, riacquistare credibilità e fiducia».
– Un obiettivo raggiunto?
«Sotto questo profilo, il primo risultato dell’attuale amministrazione è stato quello di riportare il Comune in una dimensione di ordinaria governabilità, rafforzando la programmazione, riattivando numerosi procedimenti amministrativi, incrementando l’organico comunale fortemente sottodimensionato e cercando di utilizzare gli strumenti di finanziamento disponibili, compresi quelli legati al PNRR e alla programmazione regionale. Si tratta di attività che spesso non producono effetti immediatamente percepibili dai cittadini, ma costituiscono il presupposto indispensabile per qualsiasi politica di sviluppo. Parallelamente sono stati avviati o accelerati interventi in materia di decoro urbano, manutenzione, ambiente, servizi sociali, cultura e valorizzazione del patrimonio cittadino. Anche sul piano dei rapporti istituzionali emerge la volontà di ricostruire un dialogo più stabile con Regione, Governo, enti territoriali e soggetti economici».
– La sfida e l’attesa maggiore riguarda la trasformazione economica e sociale
«Manfredonia continua a confrontarsi con criticità strutturali che vengono da lontano e quindi precedono l’attuale amministrazione, che non possono essere risolte nell’arco di pochi anni: la riduzione dell’occupazione, la crisi del comparto industriale, le difficoltà della pesca, il calo demografico, l’emigrazione giovanile, la necessità di rilanciare il turismo durante tutto l’anno, la valorizzazione del porto commerciale e turistico, la rigenerazione urbana e il recupero delle aree produttive. È su questi temi che si concentra gran parte del confronto politico».
– L’opposizione chiede risultati più rapidi e visibili ed è tempo di porre mano alle trasformazioni economiche
«Senza aver prima ristabilito l’efficienza della macchina comunale, peraltro ancora da completare, sarebbe stato impossibile affrontare problemi così complessi. È ragionevole riconoscere che un Comune con una struttura organizzativa fragile, difficilmente possa realizzare politiche efficaci di sviluppo. Al tempo stesso, è altrettanto legittimo che cittadini e imprese chiedano di vedere tradotti gli sforzi amministrativi in miglioramenti tangibili della qualità della vita, dell’occupazione e delle opportunità economiche. Non va dimenticato la determinante penalizzazione del Piano di recupero finanziario imposto al Comune, al quale stiamo lavorando».
– Come giudica il livello del dibattito politico?
«In una fase di ricostruzione istituzionale sarebbe auspicabile che il dibattito si concentrasse maggiormente sul merito delle scelte, sulle priorità di investimento e sulla verifica dei risultati, evitando sia l’autocompiacimento della maggioranza sia una contrapposizione pregiudiziale da parte delle opposizioni. Una critica efficace è quella che individua problemi, propone alternative e consente ai cittadini di confrontare modelli diversi di governo».
– I prossimi anni si presentano decisivi per le sorti della città
«Se il lavoro di riassetto amministrativo sarà accompagnato dalla capacità di attrarre investimenti, completare opere strategiche, sostenere il sistema produttivo, valorizzare le vocazioni turistiche e rafforzare i servizi pubblici, il biennio iniziale potrà essere ricordato come la fase preparatoria di un autentico rilancio della città. Un obiettivo tanto ambizioso quando difficile al cui raggiungimento dovrebbero essere lealmente impegnate tutte le forze politiche senza preconcetti di parte: Manfredonia è di tutti e tutti dobbiamo sentirci vincolati a determinare quel salto di qualità atteso da tempo».
La valutazione dell’amministrazione La Marca, dunque, non può essere ridotta né a un giudizio esclusivamente positivo né a una critica indiscriminata. Essa va collocata all’interno di un percorso ancora in evoluzione, nel quale il ripristino della capacità amministrativa rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente. Il banco di prova sarà la capacità di trasformare questa rinnovata efficienza in sviluppo economico, occupazione, qualità urbana e fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Michele Apollonio

COMMENTI

WORDPRESS: 0