Si incrinano pericolosamente i rapporti tra l’Università Medica di Plovdiv e l’Università di Foggia. L’ateneo bulgaro ha formalmente comunicato al

Si incrinano pericolosamente i rapporti tra l’Università Medica di Plovdiv e l’Università di Foggia. L’ateneo bulgaro ha formalmente comunicato al partner italiano l’intenzione di interrompere definitivamente l’accordo interistituzionale Erasmus. È stata una doccia fredda. È un caso che scotta. Ben presto, l’incidente diplomatico ha fatto il giro dei corridoi del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e sta scuotendo tutto l’ateneo. La decisione della Medical University of Plovdid di rompere i rapporti internazionali con l’Università di Foggia è maturata dopo un increscioso episodio, tutto da verificare e chiarire. Per tutelare la propria immagine e credibilità, il partner straniero ha preso una decisione drastica: tagliare i ponti.
I sospetti dell’ateneo bulgaro
Un presunto illecito commesso da una studentessa rischia di compromettere la mobilità del programma Erasmus+. È circostanziato in una lettera ufficiale arrivata dalla Bulgaria, che ha creato inevitabilmente imbarazzi a mille chilometri di distanza.Nel documento che contiene i voti registrati durante il periodo di mobilità – il Transcript of Records -, consegnato prima di tornare in Italia alla segretaria dell’Università bulgara, il partner straniero ha riscontrato l’annotazione di un esame annuale che la studentessa non avrebbe mai sostenuto. Il sospetto dell’ateneo straniero è che il ToR sia stato alterato con un software di fotoritocco, aggiungendo un 30 e lode mai preso.
Il procedimento interno avviato da Unifg
Sarà una commissione istituita presso l’Università di Foggia ad accertare i fatti. “Il 7 luglio scorso, abbiamo ricevuto una lettera ufficiale dalla dall’Università ente partner straniera”, conferma la prof.ssa Caterina De Lucia, delegata del Rettore all’Erasmus. In quel momento, lo ha appreso anche la diretta interessata, in copia conoscenza nella comunicazione formale insieme al rettore Lorenzo Lo Muzio, a Maria Ciavarella, responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali, e ai delegati alle Relazioni Internazionali Erasmus dell’Università partner. “Noi abbiamo appreso nello stesso momento tutti quanti la notizia”, spiega la prof.ssa De Lucia.È stata lei, il 13 luglio, a rispondere all’Ateneo. “Ho inviato una mail ufficiale all’Università partner, facendo presente che, ovviamente, la nostra istituzione dovrà procedere cercando di definire se l’accaduto sia vero oppure no. C’è tutto un procedimento interno adesso che deve essere posto in essere. Quindi, non possiamo pronunciarci fino a quando, ovviamente, la commissione che verrà nominata non chiuderà i lavori. Verrà sentita sicuramente la studentessa in questione, il difensore degli studenti, verrà presa visione della documentazione e saranno analizzate le carte inviate dall’Università partner”.
Foggia chiama Plovdiv per salvare gli scambi internazionali
La commissione non è stata ancora nominata, ma il procedimento è stato avviato e sarà il direttore del Dipartimento di Medicina a seguire il caso. Per il momento, di certo, l’esame non sarà convalidato. La studentessa, però, avrà l’opportunità di chiarire la sua posizione.“È una lettera ufficiale che ci arriva da un’altra istituzione estera, pertanto Unifg deve avviare giustamente il processo”, afferma la delegata del rettore all’Erasmus. “Bisogna verificare tutto. L’università – ribadisce – non si può esprimere fino a quando tutto il processo non viene concluso”.In ogni caso, l’Università di Foggia sarebbe parte lesa. E in nome della collaborazione accademica internazionale, ha provato a salvare gli scambi.“Non si può fare, come si dice, di tutta l’erba un fascio. Ci sono anche altri studenti che attendono il proprio turno per poter andare presso questa Università a fare il loro percorso di mobilità, che tra l’altro sono stati selezionati a seguito di bando. Pertanto – prosegue la prof.ssa De Lucia -, ho chiesto di tenere presente i fondamenti del programma Erasmus Internazionale, i principi di giustizia, il principio di proporzionalità, la responsabilità individuale, il principio di non discriminazione e anche quello che possiamo chiamare di buona fede accademica tra le due Università”.
Studenti con le valige pronte per Plovdiv
Quattro studenti, tre di Medicina e uno di Odontoiatria, a breve dovrebbero partire per l’Erasmus. Sarebbe un peccato perdere l’occasione di svolgere parte degli studi nella sede che hanno scelto per un caso isolato ancora da chiarire. E l’Università prova a scongiurare l’interruzione dei rapporti.“Perché fare di tutt’erba un fascio? I casi devono essere sicuramente trattati singolarmente, e io questo l’ho assolutamente specificato nel response all’istituzione partner. Noi, come Unifg, assicuriamo piena cooperazione e collaborazione con l’Università partner. Pertanto, nel frattempo, abbiamo chiesto all’istruzione partner di continuare a seguire quelli che sono i principi dell’Erasmus. E ora – conclude – attendiamo un loro responso”.


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