Puglia, dopo l’Irpef più alta arriva la stretta di Decaro: stop a carte di credito e blocco per l’appalto mensa

La Regione Puglia ha ritirato tutte le carte di credito aziendali ai propri dipendenti; inoltre il presidente Antonio Decaro ha chiesto al Consigl

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La Regione Puglia ha ritirato tutte le carte di credito aziendali ai propri dipendenti; inoltre il presidente Antonio Decaro ha chiesto al Consiglio regionale di bloccare l’appalto per la mensa della sede della Regione in via Gentile e anche le nomine dei nuovi consigli di amministrazione delle agenzie. Sono alcuni dei provvedimenti assunti dagli uffici regionali per ridurre i costi.
«Se le istituzioni chiedono sacrifici ai cittadini», come l’aumento dell’Irpef per coprire il buco nella sanità, «devono essere le prime a dare il buon esempio» spiega il presidente Decaro, che in un video postato sui social ricorda di aver incaricato, subito dopo il suo insediamento, un gruppo di lavoro per «passare al setaccio ogni spesa della Regione, delle agenzie e degli enti partecipati. Un’operazione concreta, con regole precise per rimettere ordine nei conti pubblici».Per quanto riguarda il provvedimento sulle carte di credito, Decaro spiega che alcuni dirigenti le usavano «per spese correnti senza un percorso tracciabile. Le abbiamo ritirate tutte: da oggi si paga solo con bonifico tracciato e autorizzato e chi autorizza una spesa non potrà essere più la stessa persona che materialmente la esegue quella spesa; ogni operatore avrà credenziali personali non condivise, con controlli periodici che saranno obbligatori e nessun pagamento potrà partire senza una preventiva verifica della copertura finanziaria e senza un atto formale che lo giustifichi». Con riferimento alle trasferte, “dovranno essere autorizzate prima» e ogni spostamento con le auto di servizio «finirà in un registro digitale con carte carburante intestate al veicolo. Si chiama auto di servizio – continua Decaro – perché serve per il servizio, non per l’utilizzo personale e su questo non ci sono eccezioni, nemmeno per chi amministra».Il presidente annuncia poi di aver «deciso di bloccare le nomine nuovi cda delle agenzie» che dovrebbero costare circa 200mila euro all’anno, chiedendo al Consiglio di «cancellare la norma che istituiva i nuovi cda». Decaro fa sapere anche di aver chiesto al Consiglio «di bloccare l’appalto della mensa del palazzo della Regione di via Gentile: credo che sia una spesa eccessiva». Oltre questa, la richiesta «nella prossima manovra finanziaria di tagliare 35 milioni di euro dei costi della politica».

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