‘Goletta Verde’ analizza mare e laghi pugliesi: promosso il Gargano

In Puglia è tempo di bilanci per la qualità delle acque di mare e laghi. A fare un punto congiunto sono Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le due

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In Puglia è tempo di bilanci per la qualità delle acque di mare e laghi. A fare un punto congiunto sono Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le due campagne nazionali di Legambiente in difesa di mare, coste e bacini lacustri che oggi hanno presentato a Brindisi, in conferenza stampa, i dati dei loro monitoraggi effettuati sulle coste della provincia di Brindisi, Bari, Foggia, Barletta Andria Trani, Lecce, Taranto e nei laghi Varano e Lesina, entrambi in provincia di Foggia. Partendo dal focus mare – Goletta Verde, su 29 punti campionati ben il 93% dei punti è risultato entro i limiti di legge (27 campioni) e solo il 7% dei punti è risultato oltre i limiti di legge (2 campioni), con un punto inquinato nella foce del canale in c/da Posticeddu, sul litorale di Apani in provincia di Brindisi ed un punto fortemente inquinato a mare presso la spiaggia libera sul litorale di ponente a Barletta. I 29 punti di monitoraggio lungo la costa della Puglia sono stati effettuati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde nelle giornate del 22, 23, 24, e 26 giugno. Tra le buone notizie, Goletta Verde segnala che tra punti campionati a mare risultati entro i limiti di legge c’è anche la spiaggia a Lama Monachile a Polignano a Mare, che lo scorso anno, era risultata leggermente fuori dai limiti. A Polignano a Mare, sabato, Legambiente ha organizzato anche un’attività di Puliamo il Mondo a terra, dopo l’annullamento dell’iniziativa in mare con i sub a causa del maltempo. Lungo la scogliera sono stati raccolti diversi rifiuti, tra cui plastica, cartacce, un ombrellone rotto, pezzi di cartone e numerosi mozziconi di sigaretta: solo con questi ultimi sono state riempite tre bottigliette. Rispetto al monitoraggio relativo ai cartelli di divieto di balneazione, sono stati trovati solo in due dei punti campionati presso la foce del canale in c/da Posticeddu (BR) e alla spiaggia della Madonna Alto Mare nella Baia di Otranto causa di un divieto temporaneo alla balneazione. Esporre i cartelli, sottolinea Legambiente, è una responsabilità diretta delle amministrazioni costiere che devono provvedere ad una corretta informazione ai cittadini e alle cittadine nel caso in cui ce ne sia bisogno. Anche se le foci dei fiumi non sono balneabili è utile che questa informazione sia sempre restituita alla cittadinanza, poiché spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti, che potrebbero essere quindi esposti anche ad un potenziale rischio di inquinamento per una mancata o assente depurazione. Per quanto riguarda la qualità delle acque di balneazione solo nel 3% dei punti monitorati sono presenti i cartelli di informazione per turisti e bagnanti sulla qualità dell’acqua di balneazione. 

Focus sui punti prelevati lungo le coste pugliesi

Dei 27 punti campionati, 4 punti sono stati monitorati in provincia di Bari, prelevati tutti a mare e risultati entro i limiti: Cala Monaci a Monopoli, spiaggia presso il Canale Lamasinata a Bari, la spiaggia libera presso Cala Sant’Andrea a Molfetta; la spiaggia a Lama Monachile a Polignano a Mare, che lo scorso anno era risultata leggermente fuori dai limiti. In provincia di BAT (Barletta Andria Trani), sono 5 i punti campionati, 2 riguardano foci, quella del torrente Carmosina e del fiume Ofanto a Margherita di Savoia, risultati entro i limiti. Dei 3 punti in mare uno è risultato fortemente inquinato nel mare presso la foce del canale H sul litorale di ponente a Barletta, mentre la spiaggia colonna, località Monastero e la spiaggia ponte lama a Bisceglie sono risultate entro i limiti di legge. I 3 punti campionati nella provincia di Foggia sono risultati nei limiti di legge: la spiaggia libera di Calenella a Peschici, la spiaggia Casette dei Pescatori a Mattinata e il mare vicino la foce del canale Schiapparo, a San Nicandro Garganico. Ancora, 5 i punti in provincia di Brindisi, campionati due a mare e tre presso punti critici. Sono risultati entro i limiti di legge la spiaggia libera a Torre Canne a Fasano, la spiaggia del Pilone a Ostuni, il canale presso la spiaggia della provincia a Giancola e il canale reale a torre Guaceto. Risulta inquinato il canale in c/da Posticeddu su litorale Apani. Da tenere presente che negli anni i volontari e le volontarie di Goletta Verde spesso hanno trovato le foci di questi torrenti in secca mentre quest’anno erano tutti in piena e sboccavano a mare. Altro punto dolente la quantità di rifiuti che vengono abbandonati in queste zone, soprattutto in zona Giancola. 6 i punti in provincia di Lecce, 4 i punti campionati a mare e due quelli in foce. Tutti i punti sono risultati nei limiti di legge: la spiaggia libera su SP366 km 9 a Vernole, la spiaggia Madonna Alto Mare a Otranto, il mare presso il canale di scarico a Marina di Leuca, il mare presso lo scarico del depuratore a Porto Gaio – Gallipoli, la spiaggia del frascone a Nardò e la spiaggia libera Tabù a Porto Cesareo. In provincia di Taranto sono stati campionati 6 punti di cui tre a mare: la spiaggia libera a Campomarino di Maruggio, la spiaggia Marechiaro in località Chiapparo e la spiaggia libera a Chiatona. Anche tre foci che sono state campionate, quella del fiume Lenne, del fiume Lato e del torrente Borraco, sono risultate senza problemi legati a criticità microbiologiche. I dati sono stati presentati in conferenza stampa da Laura Brambilla, portavoce Goletta Verde, Daniela Salzedo, presidente Legambiente Puglia, Ing. Cristian Casilli, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, C.V. (CP) Tc/Eli Luigi Amitrano, Comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, Debora Ciliento, assessore Regionale Ambiente e Clima, Vito Bruno, Arpa Puglia e Marco Paolilli, responsabile coordinamento Area 3 – CONOU. “I risultati del monitoraggio di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi sulla qualità delle acque marine e lacustri in Puglia sono incoraggianti – dichiara Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia – ma non bisogna abbassare la guardia. Le foci dei fiumi restano punti particolarmente critici, perché torrenti e canali possono ancora essere interessati da scarichi e allacci abusivi che mettono a rischio la salute del mare e degli ecosistemi acquatici.” Sappiamo quanto sia importante il lavoro delle amministrazioni nel controllo del territorio e riconosciamo l’impegno dell’Acquedotto Pugliese nel miglioramento del sistema depurativo regionale. Tuttavia, è necessario rafforzare ulteriormente la vigilanza sugli scarichi illegali, perché i comportamenti irresponsabili di pochi possono compromettere gli sforzi introdotti da istituzioni, enti gestori e comunità locali. Durante i campionamenti è emersa anche un’altra criticità: la presenza diffusa di rifiuti abbandonati lungo coste, scogliere e aree naturali. Su questo fronte serve una responsabilità condivisa. Le amministrazioni devono garantire strumenti efficaci per il corretto conferimento e smaltimento dei rifiuti, ma ciascuno di noi, cittadine e cittadini, ha il dovere di contribuire ogni giorno alla tutela del territorio e alla salvaguardia del nostro mare. “Riguardo invece i laghi monitorati – aggiunge Salzedo – i risultati positivi dei monitoraggi di Goletta dei Laghi testimoniano l’efficacia delle attività di controllo e l’importanza di proseguire lungo il percorso della prevenzione e della tutela ambientale. Ora bisogna continuare a investire nella salvaguardia e nel monitoraggio dei laghi di Varano e Lesina attraverso una gestione attenta e continuativa capace di preservarne gli equilibri naturali e i preziosi servizi ecosistemici che offrono al territorio”. “Goletta Verde è giunta alla sua 40esima edizione e continua a solcare i mari italiani e monitorare lo stato delle nostre coste – dichiara Laura Brambilla, portavoce di Goletta Verde. Nel nostro viaggio continuiamo a trovare criticità alle foci dei fiumi e dei torrenti, e questo è un segnale evidente che il nostro sistema di depurazione continua ad avere dei problemi. Le amministrazioni devono mettere la depurazione tra le priorità della loro agenda, e anche informare la cittadinanza sulla qualità delle acque e sulla balneazione, per una corretta fruizione del mare”. Legambiente ricorda che con Goletta Verde e Goletta dei Laghi non danno patenti di balneazione, di cui sono incaricate le autorità competenti, bensì vogliono attuare un’azione sinergica per informare i cittadini e supportare le amministrazioni pubbliche alla risoluzione di problemi anche annosi. 

Focus Laghi con Goletta dei Laghi

Buone notizie arrivano anche dai monitoraggi di Goletta dei Laghi che in Puglia ha preso in esame i laghi di Varano e Lesina, due bacini lacustri costieri di straordinario valore naturalistico, fulcro di ecosistemi unici caratterizzati dal delicato equilibrio tra acque dolci e marine e da un’elevata biodiversità. Dai monitoraggi emerge un quadro positivo e in miglioramento. Tutti e tre i punti monitorati, due nel lago di Varano e uno nel lago di Lesina, sono risultati entro i limiti di legge, senza evidenziare particolari criticità dal punto di vista microbiologico. Nel lago di Varano rientrano nella norma sia il punto campionato in corrispondenza della Foce del Varano sia quello situato nell’area dell’ex idroscalo militare Ivo Monti, entrambi nel comune di Cagnano Varano, in provincia di Foggia. In particolare, la Foce del Varano torna entro i limiti dopo il superamento registrato nel 2025. Anche il punto monitorato nel lago di Lesina ha fatto registrare un miglioramento rispetto allo scorso anno, quando era stato classificato come inquinato, risultando quest’anno conforme ai parametri previsti dalla normativa. I prelievi di Goletta dei Laghi sono stati effettuati il 22 giugno 2026 (lago di Varano) e il 30 giugno (lago di Lesina) da tecnici, volontarie e volontari di Legambiente. I campioni per le analisi microbiologiche sono stati prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che ha avuto luogo lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici – Enterococchi intestinali ed Escherichia coli – classificando come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010). I risultati di Goletta dei Laghi non certificano la balneabilità dei punti di campionamento. I punti di prelievo vengono scelti in base al rischio potenziale di inquinamento, sulla base delle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini tramite il servizio SOS Goletta. 

Foci di fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi, a causa di una depurazione insufficiente o di scarichi abusivi. 

40 anni di Goletta Verde e tante ecovittorie

A Brindisi Legambiente ha festeggiato lunedì i suoi 40 anni con una doppia navigazione con le sue imbarcazioni storiche: Catholica e Oloferne. Tante le ecovittorie raggiunte in questi anni, in Puglia vent’anni fa l’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti, oggi diventano un parco giardino. Tra i partner di Goletta Verde c’è anche il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, da anni sostenitore della campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza europea dell’economia circolare. Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita, l’olio di provenienza industriale, ma anche dall’ automotive, così come dalle barche e dai mezzi agricoli, il CONOU fa in modo che questo rifiuto – altamente pericoloso – si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti. “La protezione del mare richiede un’assunzione di responsabilità condivisa. Comuni, autorità portuali e gestori dei porti possono fare molto per favorire comportamenti corretti e diffondere una maggiore attenzione verso la gestione dei rifiuti pericolosi, a partire dall’olio lubrificante usato” – dichiara Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area 3. Solo attraverso una collaborazione efficace tra pubblico e privato è possibile dare piena attuazione alle normative ambientali e contribuire concretamente alla salvaguardia delle coste e degli ecosistemi marini del nostro Paese.”

 

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