Caldo estremo, ok al ricorso ad ammortizzatori sociali per le aziende che dovranno sospendere o ridurre l'attività lavorativa per tutelare i lavor

Caldo estremo, ok al ricorso ad ammortizzatori sociali per le aziende che dovranno sospendere o ridurre l’attività lavorativa per tutelare i lavoratori dalle ondate di calore.Lo annuncia la Uila Puglia: “Accogliamo il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri nell’ambito del Decreto Infrastrutture, che consentirà alle aziende di ricorrere agli ammortizzatori sociali in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa in caso di eccezionali ondate di calore, estendendo la Cisoa anche agli operai agricoli a tempo determinato, precedentemente esclusi”, spiega il segretario generale della Uila Puglia, Pietro Buongiorno. Il provvedimento va a tutela degli oltre 152mila lavoratori agricoli pugliesi ed equipara i periodi indennizzati dalla Cisoa a periodi lavorativi anche ai fini del calcolo della disoccupazione agricola. “Si tratta di una risposta importante e concreta a una richiesta che la Uila porta avanti da tempo e che abbiamo ribadito con forza anche nel corso del Congresso nazionale celebratosi nelle scorse settimane. In una regione come la Puglia, dove l’agricoltura rappresenta uno dei principali motori economici e occupazionali e dove le temperature estive raggiungono sempre più frequentemente livelli estremi, questa misura avrà un impatto significativo sulla vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori”, spiega. “Quello raggiunto oggi, tuttavia, deve essere considerato un punto di partenza e non un punto di arrivo – precisa Buongiorno – le ondate di calore non rappresentano più fenomeni eccezionali ma sono una condizione sempre più frequente, soprattutto nella nostra regione. Per questo condividiamo pienamente la richiesta avanzata dalla Segretaria generale Uila Enrica Mammucari: è necessario che questo strumento diventi strutturale e stabile nel tempo, così da garantire una tutela certa ai lavoratori agricoli ogni volta che le condizioni climatiche rendono impossibile operare in sicurezza. Parallelamente – conclude Buongiorno – occorre proseguire il confronto tra istituzioni e parti sociali per definire protocolli settoriali e modelli organizzativi innovativi che consentano di proteggere la salute dei lavoratori intervenendo su orari, turnazioni e modalità di svolgimento delle attività”.

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