Il dibattito sull’orizzonte del turismo pugliese – dalla settimana scorsa senza assessore al ramo, per le dimissioni di Graziamaria Starace -spie

Il dibattito sull’orizzonte del turismo pugliese – dalla settimana scorsa senza assessore al ramo, per le dimissioni di Graziamaria Starace -spiegano fonti vicine alla presidenza, è seguito con attenzione dal presidente Antonio Decaro, consapevole del notevole rilievo del settore nell’economia della regione. I dossier legati al turismo – assicurano dalla sede sul Lungomare – sono monitorati giornalmente, insieme all’ascolto delle categorie, mentre il presidente si è riservato di prendersi il tempo necessario a valutare le soluzioni più adatte per dare risposte al mondo imprenditoriale e ai pugliesi.Il governatore si prenderà dunque i suoi tempi, supportato in questo anche dal segretario regionale del Pd Domenico De Santis, e dal capogruppo dem in via Gentile, Stefano Minerva. Non tutti gli ambienti politici la pensano allo stesso modo (da pezzi di Pd baresi e salentini a Fdi), mentre le categorie garbatamente mettono in mora Decaro, invitandolo a sciogliere la sua riserva in tempi brevi. Su questo fronte la mobilitazione della Cgil Puglia, con Gigia Bucci, per chiedere una nomina al posto della Starace è il segnale di come – anche da sinistra – la vicenda non possa essere messa in sordina senza una posizione ufficiale. I dem baresi scalpitano perché questo incidente (il caso Starace) potrebbe rimettere in gioco Elisabetta Vaccarella, consigliere regionale donna più votato nella Regione; anche in Salento il territorio spinge per un riconoscimento al partito, proprio in una provincia dove ci sono tre assessori delle liste alleate (Prossima, Per e Avs).Da Fratelli d’Italia, il consigliere regionale Antonio Scianaro fa sapere che «non solo è necessario un assessore al Turismo, ma ci vorrebbe una nomina per un brindisino, ovvero per un esponente di un territorio simbolo dell’accoglienza della Puglia turistica». «Non è un caso che qui si è celebrato il G7, qui ci sarà il campionato italiano di motonautica, e sempre in questo territorio si scommette sulla destagionalizzazione degli arrivi», aggiunge. Ed elenca una serie di emergenze: «Dalla cura dei parchi costieri, al fenomeno dell’erosione e fino alla mobilità per i turisti non ancora sufficiente: sono dossier da prendere in mano e risolvere, senza ulteriori rinvìi».Marina Lalli, past president nazionale di Federturismo, offre una ulteriore fotografia della richiesta di attenzione e risposte che viene dal mondo imprenditoriale: «Ci vuole qualche giorno per dare la possibilità a Decaro di valutare lo stato dell’arte, ma come operatori chiediamo una soluzione in tempi rapidi». «Siamo tutti d’accordo – argomenta – nel dire che il turismo è un comparto produttivo identificativo della Puglia stessa. Grazie al turismo si attivano le esportazioni di enogastronomia, non c’è menù a Parigi o a Londra che non abbia la burrata tra gli antipasti. Grazie ai turisti sono un fenomeno globale anche eccellenze come le olive e i taralli». Da qui la richiesta di valutare una nomina ad hoc: «Il turismo – puntualizza la Lalli – ha bisogno di essere trattato e gestito con una attenzione maniacale, che parta da una persona di riferimento, affinché se ne possa occupare con gli strumenti di un assessore». Che fare, dunque? «Decaro è consapevole di tutto questo. Ci aspettiamo che trovi nelle prossime ore una soluzione per dare al settore l’attenzione che merita. Andrebbe discusso un nuovo Piano strategico. Ora PugliaPromozione è in stand by, in attesa di una riorganizzazione in linea con l’assessorato. Se si ferma l’assessorato, anche l’agenzia di promozione è immobile. Ci auguriamo che entro giugno ci sia un interlocutore. Ci sono riunioni programmatiche con i rappresentanti di categoria da fare, non possiamo perdere i treni delle occasioni di promozioni. La Puglia, se si toglie dal mercato, viene rimpiazzata da altri territori». La chiusura è speranzosa: «Sarebbe utile un confronto diretto: la storia personale di Decaro ci rassicura, siamo certi che sia consapevole della strategicità del settore. Se da qui ad agosto non succederà nulla, allora dovremo allarmarci», conclude la Lalli.
gazzettamezzogiorno


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