Quella di giovedì 18 giugno corrente sarà la giornata clou di una serie di giornate dense di significative manifestazioni, già tenute in vari cent

Quella di giovedì 18 giugno corrente sarà la giornata clou di una serie di giornate dense di significative manifestazioni, già tenute in vari centri delle Capitanata, dedicate ai rifugiati: la Giornata mondiale dei profughi, indetta dalle Nazioni Unite per commemorare l’approvazione, nel 1951, della Convenzione relativa allo Statuto dei rifugiati da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Particolarmente avvertito il tema di questa 112.ma edizione, è “Anche uno solo di questi bambini”, scelto dal Papa «per esprimere la sollecitudine della Chiesa verso i minori coinvolti direttamente nell’esperienza migratoria, richiamando il dovere di accogliere ciascuno di loro come ci insegna il Vangelo”.
La città voluta da re Manfredi sulle rive del golfo adriatico crocevia di popoli e civiltà diverse, come epicentro della celebrazione universale della World Refungee Day, che richiama e afferma valori umani, culturali, economici, sociali sanciti dei popoli riunite nel Palazzo di vetro di New York. Per tanti aspetti un riconoscimento dell’impegno della città, delle sue strutture specifiche, non ultimo di quell’accoglienza più praticata in silenzio e fattivamente, che proclamata e chiacchierata.
Su questo tema, indubbiamente delicato, più che le parole (ad ascoltarle sostengono torti e ragioni in pari misura) valgono i numeri che sintetizzano la realtà così come si va concretizzando ed evidenziando. Ad esporli con il dovuto rigore scientifico il “Dossier statistico immigrazione 2025”, curato dal Centro studi e ricerche “IDOS”, che conduce una lettura approfondita dei dati relativi alla presenza dei cittadini stranieri in Italia, per la Puglia curato da Cgil e Cisl Puglia. «Il dossier è uno strumento – viene evidenziato – contro l’ignoranza, perché l’ignoranza genera paura, la paura genera odio. Allora c’è bisogno di conoscere, di sapere davvero quello che dicono i dati. Continuiamo a conoscere gli immigrati – è il rilievo avanzato – solo attraverso le ombre della propaganda politica, giornalistica, razzista e non per quello che sono davvero, cioè una risorsa per tutti. Una risorsa reale che genera anche un saldo positivo: lo Stato italiano – enumera – spende, in servizi e prestazioni sociali, 34,5 miliardi di euro per i cittadini stranieri che vivono in Italia, ma questi versano nelle casse pubbliche, in tasse e contributi, 39,1 miliardi: la bilancia, dunque, pende a favore dell’erario per un contributo netto di ben 4,6 miliardi di euro».
Tra i dati più rilevanti della ricerca analizzati, emerge «che in Puglia i cittadini stranieri residenti al 31 dicembre 2024 sono 156.748, un più 6,4 percentuale rispetto alla precedente rilevazione, così distribuiti: provincie di Bari (46.035), Foggia (38.072), Lecce (29.320), Taranto (18.137), Brindisi (13.527) e Barletta-Andria-Trani (11.657). I sette gruppi nazionali più numerosi sono i romeni (29.203), gli albanesi (19.882), i marocchini (11.505), i georgiani (6.911), i cinesi (6.418), i nigeriani (6.383) e i senegalesi (6.013). Queste comunità, insieme, concentrano più della metà (il 58,6%) dei residenti stranieri.
Una realtà che tende a stabilizzarsi. I figli dei cittadini stranieri nati nel 2024 sono stati 1.282, un dato in linea con quanto registrato negli ultimi dieci anni. «Per quanto riguarda la scuola – evidenzia lo studio – negli ultimi dieci anni il numero degli studenti italiani è calato del 19,0%, invece quello degli studenti stranieri è aumentato del 26,2%, passando dai 16.546 studenti iscritti nell’anno 2013/14 ai 20.875 dell’anno scolastico 2023/24. Ancora più accentuata la crescita degli studenti stranieri nati in Italia, in 10 anni sono aumentati dell’80,6%. Alla luce di queste trasformazioni, gli studenti con cittadinanza non italiana nell’ultimo anno scolastico sono arrivati a rappresentare il 3,9% dei 541.181 studenti pugliesi. Più della metà, il 52,7%, è nata in Italia».
Sono inequivocabili le ricadute sugli assetti “tradizionali”: non occorrono voli pindarici per constare come tanti insegnanti mantengono “il posto” grazie agli stranieri. E non è solo questione della scuola. Tanti stranieri sono diventati imprenditori che danno lavoro agli italiani. Significativo è l’esempio della vetreria alla periferia di Manfredonia, salvata dalla chiusura e gestita egregiamente da stranieri ove trovano lavoro oltre 250 persone del luogo. Il mondo cambia e va affrontato per quello che è, a dispetto di quanti sempre più minoranza della minoranza, a perenne caccia alle farfalle.
La “Festa del rifugiato” avrà il suo epicentro al porto turistico “Marina del Gargano” dove dal 16 al 18 prossimi, sarà possibile effettuare visite guidate sulla barca a vela “Invicta” confiscata alla criminalità. Mentre una corona di alloro in memoria di padre Arcangelo Maira e dei migranti morti in mare, sarà deposta presso il molo di Ponente del porto commerciale. Infine giovedì 18, sarà l’occasione per ascoltare voci, storie, testimonianze lavorative, abitative ed inclusive di beneficiari e beneficiarie che sono stati ospiti o che sono oggi accolti in diversi progetti Sai presenti nel territorio di Manfredonia, Orsara di Puglia, Candela Ordinari e Vulnerabili, Bovino, Cerignola, Casalnuovo Monterotaro, Foggia, Stornara, Lucera, San Ferdinando di Puglia.
Michele Apollonio


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