Le Politiche di Coesione come motore di accoglienza e valorizzazione identitaria, per trasformare il patrimonio storico e rurale nel cuore pulsant

Le Politiche di Coesione come motore di accoglienza e valorizzazione identitaria, per trasformare il patrimonio storico e rurale nel cuore pulsante dell’economia pugliese.Tra i principali trend del turismo in Puglia, si può individuare la crescita di quello internazionale, con un contributo sempre più rilevante di visitatori stranieri, favorito dalla digitalizzazione, dall’utilizzo di strumenti avanzati, tecnologie immersive e sistemi di gestione dei flussi turistici. Ne consegue una maggiore destagionalizzazione e una crescente domanda di turismo esperienziale, orientato alla cultura, agli itinerari tematici e alle forme di viaggio lente. Questi fattori permettono, inoltre, di estendere la stagione turistica oltre i mesi estivi tradizionali, promuovendo una gestione attenta dell’accoglienza, della sostenibilità ambientale e dell’adeguatezza territoriale.Per dare forza e attuazione concreta a tali linee di tendenza, la Regione Puglia ha individuato nei “grandi eventi” uno strumento strategico in grado di veicolare con particolare efficacia l’immagine della regione, la varietà delle sue bellezze, dei suoi talenti, dei suoi attrattori naturali e culturali, nonché dei suoi prodotti turistici, nel rispetto dei principi di inclusione e coesione sociale, dei processi di transizione ecologica e digitale in atto e dell’agenda di genere.Lopen cali “Grandi eventi secondo semestre 2026″ – di cui all’avviso pubblicato in aprile e in chiusura il 30 giugno 2026 – mira alla realizzazione di un calendario di eventi in Puglia caratterizzati da elevata capacità attrattiva e che siano in grado di valorizzare il brand Puglia quale destinazione turistico-culturale di eccellenza. Possono candidarsi: associazioni, fondazioni, imprese culturali, enti, organizzatori privati che si propongano di operare in ambiti di intervento quali Cultura, Musica, Spettacolo, Arte, Design, Artigianato, Mare e Nautica, Outdoor (Cammini e Cicloturismo), Enogastronomia, Wedding e MICE, Religione, Spiritualità, Sport, Natura, Benessere.“Per la prima volta – spiega l’assessora regionale con delega al Turismo e ai Grandi eventi Graziamaria Starace – la Regione Puglia si pone come obiettivo scegliere tra proposte che competono su due piani insieme: la capacità di generare risonanza nazionale e internazionale e la qualità di una progettualità radicata, con una storia e un’identità riconoscibili. L’avviso si muove per settori, ciascuno con la sua grammatica. Otto ambiti distinti, con la propria identità, la propria stagionalità e il proprio pubblico. Alzare l’asticella sull’importo minimo è un segnale preciso, chiediamo progetti seri, strutturati, capaci di reggere il confronto con i mercati più esigenti. L’open cali è aperta. Il Comitato di Valutazione lavorerà in ordine cronologico, con criteri già pubblicati. Chi ha un’idea all’altezza della Puglia è il benvenuto”.Per altro verso, l’attenzione della Regione Puglia si è focalizzata sulla Strategia Nazionale Aree Interne – SNAI. Esiste una Puglia inattesa, che fatichiamo a scorgere. È la Puglia delle aree interne: 55 Comuni uniti in 5 grandi aree — Monti Dauni, Gargano, Alta Murgia, Sud Salento e Alto Salento. Territori straordinari coinvolti in una strategia da 75 min di euro, che mira ad attivare una visione coordinata regionale che metta i Comuni al centro. L’obiettivo è chiaro: opere e servizi che migliorino la vita di chi resta e che rendano queste zone attrattive per turisti, imprese e nuovi residenti.Fondamentale si configura l’apporto delle Politiche di Coesione, attuali come passate. Attraverso l’efficace sistema di incentivi alle imprese turistiche promosso dalla Regione Puglia con il PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, si riafferma il valore strategico e le prospettive del settore turistico come uno dei principali motori economici. Grazie all’Europa, tale intervento di riqualificazione si è tradotto in un’azione tesa alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e identitario della Regione: dimore storiche, masserie ed edifici rurali, palazzi e ville tornano a nuova vita per ospitare imprese dell’accoglienza, creare lavoro e contribuire ad una nuova immagine di qualità dell’offerta turistica pugliese.
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