Campo boe delle Tremiti, Mons. Moscone preoccupato per la statua sommersa di San Pio: “Luogo di culto va tutelato”

Una “cattedrale del mare”. Così l'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, definisce l'area circostante la celebre

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Oggi, 3 ottobre 1998, la discesa negli abissi delle Tremiti di Padre Pio:  la statua marina più grande del mondo - Il Castello Edizioni e Il Mattino  di Foggia

Una “cattedrale del mare”. Così l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, definisce l’area circostante la celebre statua sommersa di San Pio da Pietrelcina, situata nei fondali dell’isola di Capraia. In una lettera, indirizzata all’Ente Parco del Gargano, Moscone chiede delle modifiche al progetto del campo boe alle Tremiti.Ciò, per tutelare quello che da anni è diventato un punto di riferimento per molte persone e per le istituzioni religiose, tra le quali l’Arcidiocesi di Manfredonia a cui compete la cura pastorale dell’arcipelago: “L’installazione sottomarina, con l’area circonvicina di competenza, tanto subacquea che di superficie, è diventata nel tempo, ed oggi rappresenta, un luogo di rilevante valore religioso, spirituale, culturale oltre che di attrazione turistica. Tale aspetto è riconosciuto tanto dai residenti dell’Arcipelago che dai tantissimi visitatori che lungo l’anno, e soprattutto nel tempo estivo, affollano le Isole Tremiti”, scrive Moscone.Tante persone, subacquei e operatori turistici, esplorano e visitano il sito non solo per scopi turistici, ma anche culturali, scientifici e religiosi: “Pertanto il Pertanto il luogo marino su cui insiste la statua di Padre Pio e l’area circostante è da considerarsi luogo di culto e raccoglimento spirituale, quasi una ‘cattedrale del mare e in mare’”.L’arcivescovo ricorda come il sito negli anni sia diventato sede di numerose celebrazioni religiose, immersioni commemorative e manifestazioni di fede, in particolare durante gli eventi e le festività legate al Santo con le stigmate: “Inoltre la celebrazione della messa nell’area della statua rappresenta un momento di forte partecipazione collettiva ed elevato valore simbolico durante le feste patronali delle Isole Tremiti. Tali momenti, di solito preceduti e seguiti da processioni con barche che raggiungono il sito, attraggono fedeli e visitatori provenienti da diverse regioni d’Italia oltre che cittadini di origine tremitese. È pertanto evidente come l’area debba essere tutelata non solo sotto il profilo ambientale e paesaggistico, ma anche sotto quello religioso e culturale, garantendo il necessario decoro, silenzio, sicurezza e libera fruizione del luogo”.Inoltre, Moscone evidenzia che la corretta fruizione del sito produce benefici alla promozione dell’immagine delle Isole, come destinazione di eccellenza ambientale, spirituale e culturale “perfettamente inserita nelle finalità del Parco marittimo”.Il campo boe collocato in prossimità dell’area della statua rappresenterebbe una interferenza con la piena fruibilità del luogo dal punto di vista religioso e culturale, oltre che per una disponibilità per le ricerche ambientali e turistiche: “L’eccessiva vicinanza delle unità navali ormeggiate comporta limitazione dell’accesso e della visibilità della statua, interferenze durante le celebrazioni religiose e le immersioni commemorative”.Per questo motivo, l’arcivescovo crede che sia preferibile estendere l’area di rispetto rivedendo i confini dell’area di tutela, spostando il campo boe e collocandolo a una distanza maggiore: “Una scelta di questo tipo consentirebbe di preservare il carattere sacro del luogo per le occasioni legate alle funzioni religiose, garantirebbe sicurezza e accessibilità, valorizzerebbe il patrimonio turistico e culturale dell’area marina e sottomarina, assicurerebbe una fruizione ordinata e rispettosa del luogo, tutelerebbe un bene ormai riconosciuto quale simbolo identitario delle Isole Tremiti”.Una richiesta-proposta che per l’arcivescovo rappresenterebbe “un atto di tutela nei confronti di un luogo che collega fede, cultura e memoria collettiva, garantendone nel tempo la dignità, la sicurezza e la piena valorizzazione turistica e spirituale”.

 

 

 

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