Prosegue in Puglia il piano sperimentale per il recupero delle liste d’attesa nella sanità pubblica. Dopo quindici settimane di monitoraggio, la R

Prosegue in Puglia il piano sperimentale per il recupero delle liste d’attesa nella sanità pubblica. Dopo quindici settimane di monitoraggio, la Regione ha diffuso i nuovi dati sull’attività svolta per anticipare visite, esami e ricoveri ospedalieri.Secondo il report regionale, sono state complessivamente contattate 183.983 persone: 168.410 per prestazioni specialistiche ed esami e 15.573 per ricoveri ospedalieri.
Nel complesso, le prestazioni anticipate sono state 99.362.Di queste, 85.741 riguardano visite ed esami specialistici già anticipati ed effettivamente erogati.Un dato ritenuto particolarmente significativo dalla Regione riguarda le prenotazioni originariamente fissate nel 2026: rappresentano ormai il 47% delle prestazioni anticipate, pari a 40.511 esami e visite.
Priorità urgenti e brevi
Per le prenotazioni del 2026, l’attività di recupero ha riguardato soprattutto i codici di priorità U e B, cioè le prestazioni urgenti e brevi, ma sono state anticipate anche visite con priorità differibile e programmabile.Tra le prestazioni maggiormente recuperate figurano:
- diagnostica per immagini, pari a circa il 21% del totale;
- prime visite specialistiche, che rappresentano circa il 37%.
Anticipi fino a 144 giorni
La Regione evidenzia anche i tempi medi di anticipo ottenuti grazie al piano.
Per le prestazioni urgenti recuperate ed effettuate, in totale 2.756, l’anticipo medio è stato di 144 giorni.
Per le prestazioni brevi, oltre 44mila, l’anticipo medio si è attestato a 130 giorni.
Le prestazioni differibili hanno registrato un anticipo medio di 83 giorni, mentre quelle programmabili di 86 giorni.
Recuperate anche prestazioni oncologiche
Tra le attività oggetto di recupero figurano inoltre 4.510 prestazioni senza codice di priorità, ma legate a percorsi oncologici o a patologie croniche.
In particolare si tratta di esami destinati alla stadiazione e al follow up di malattie neoplastiche oppure al completamento di percorsi diagnostico-terapeutici.
Le branche con maggiori recuperi
Analizzando le singole specialità mediche, le maggiori anticipazioni medie sono state registrate:
- nell’urologia;
- nella neuropsichiatria infantile;
- nelle malattie endocrine;
- nell’oculistica;
- nella diagnostica per immagini.
Prestazioni critiche quasi al 50%
L’attività di monitoraggio regionale ha inoltre permesso di verificare che il 49,7% delle prestazioni recuperate riguardava esami e visite considerate critiche per i tempi d’attesa.Il 25,8% ha interessato prestazioni a criticità media, mentre la restante parte riguarda prestazioni considerate a bassa criticità.



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