La provincia di Foggia si appresta a rinnovare i consigli comunali di undici comuni: Casalvecchio di Puglia, Rocchetta Sant’Antonio, Monteleone di

La provincia di Foggia si appresta a rinnovare i consigli comunali di undici comuni: Casalvecchio di Puglia, Rocchetta Sant’Antonio, Monteleone di Puglia, Lucera, Candela e Accadia sui Monti Dauni. Cagnano Varano, Mattinata e San Giovanni Rotondo sul Gargano. Ordona per i Cinque Reali Siti e Serracapriola per l’Alto Tavoliere.
Sono otto i sindaci uscenti: Michele Di Pumpo a Cagnano Varano, Michele Bisceglia a Mattinata, Noè Andreano a Casalvecchio di Puglia, Pompeo Circiello a Rocchetta Sant’Antonio, Giovanni Campese a Monteleone di Puglia, Giuseppe Pitta a Lucera, Adalgisa La Torre a Ordona, Agostino De Paolis ad Accadia. A Serracapriola corre il vicesindaco reggente uscente Michele Leombruno. Gli aspiranti alla fascia tricolore sono 32, 47 le liste e 813 i candidati al Consiglio comunal.
I comuni al voto sul Gargano
A Cagnano Varano – tre candidati sindaco e 36 candidati consiglieri – il sindaco uscente Michele Di Pumpo cerca il bis con la lista ‘Per Cagnano’. A sfidarlo ci sono il suo ex assessore (e cugino) Michele Coccia con il progetto ‘Oltre’ (a cui erano state revocate le deleghe a marzo) e Matteo Lombardi per la storica ‘Civica Cagnanese’ sostenuto dall’assessore regionale Raffaele Piemontese.

A Mattinata – un solo candidato sindaco e 12 aspiranti consiglieri – è corsa in solitaria per il sindaco uscente Michele Bisceglia e la sua lista ‘Noi Comunità’. L’altra, guidata da Pasquale Arena, è stata esclusa dal Tar per eccesso di firme, 140 anziché 120. Michele Bisceglia dovrà lottare unicamente contro l’astensionismo per raggiungere il quorum.

A San Giovanni Rotondo – cinque candidati sindaco e 206 candidati consiglieri – si cerca la stabilità amministrativa dopo la fine precoce del governo Barbano. I cinque sfidanti alla fascia tricolore sono Floriana Natale (centrodestra senza Lega), Giuseppe Siena (sostenuto da un’ala del PD e dalla civica ‘Competenza e Territorio’), Rossella Fini (sostenuta da PD ufficiale, M5S e civiche), Roberto Cappucci (Prc) e Mimmo Longo (UdC e Sovranisti).

I comuni al voto sui Monti Dauni
A Casalvecchio di Puglia – due candidati sindaco e 17 candidati consiglieri – sarà sfida tutta interna al centrosinistra. Il sindaco uscente Noè Andreano, nonché vicepresidente di Anci Puglia, va a caccia del terzo mandato consecutivo con ‘Ri-Generazione’. Lo sfida Luigi Simone, ex segretario locale del PD, alla guida della lista ‘Casalvecchio Democratica’ che riporta l’opposizione in Consiglio dopo cinque anni di assenza.

Nella partita a due di Rocchetta Sant’Antonio – due candidati sindaco e 20 candidati consiglieri – scendono in campo il sindaco uscente Pompeo Circiello, impegnato a difendere la continuità amministrativa del borgo – e l’avversaria Maria Pia Fabrizio.

Monteleone di Puglia – nove candidati sindaco e 86 candidati consiglieri – borgo con meno di mille abitanti, è stato preso d’assalto da liste e candidati forestieri da tutta Italia (che sfruttano l’esenzione della raccolta firme nei piccoli comuni). I candidati reali del territorio sono l’uscente Giovanni Campese (‘La Primavera di Monteleone’, al quinto mandato potenziale) e Sebastiano Maraschiello (‘Il Tiglio’). Gli outsider parzialmente noti sono Antonietta Pontonio (Fiamma Tricolore) e Domenico Impagliatelli (Alleanza per l’Italia). Gli altri 5 candidati sindaco e relative liste sono composti da perfetti sconosciuti provenienti da fuori regione.

La partita delle partite elettorali si gioca a Lucera -tre candidati sindaco, quindici liste e 335 candidati consiglieri). È il comune più popoloso al voto e fulcro politico della tornata. L’uscente Giuseppe Pitta guida una coalizione larghissima che unisce Pd, M5S e svariate liste civiche. Il centrodestra unito con FdI, FI, Noi Moderati, risponde compatto sotto la candidatura di Nicola Di Battista. Il terzo polo è rappresentato dalla coalizione civica di Vincenzo Checchi sostenuto dal consigliere regionale Antonio Tutolo (anch’egli candidato al Consiglio).

A Candela c’è un solo candidato sindaco e 10 aspiranti consiglieri. Giuseppe De Vitto alla guida di ‘Uniti per Candela’. De Vitto, già vicesindaco, raccoglie il testimone del sindaco uscente e attuale consigliere regionale Nicola Gatta per dare continuità ai dieci anni precedenti. Anche qui l’unico vero avversario sarà il raggiungimento del quorum.

Ad Accadia – due candidati sindaco e 17 candidati consiglieri – il sindaco uscente Agostino De Paolis (ex dirigente di Polizia) si ricandida senza una vera opposizione politica. L’ex sindaco Pasquale Murgante ha rinunciato all’ultimo minuto per problemi interni alla sua lista. Con ciò, per evitare il rischio quorum al 40% dell’affluenza, il gruppo uscente ha allestito in extremis una ‘lista civetta’ amica ‘Uniti per cambiare’ guidata dall’attuale consigliere di maggioranza Crescenzo Maulucci.

Gli altri due comuni al voto
L’unico comune al voto dei Cinque Reali Siti è Ordona – due candidati sindaco e 20 candidati consiglieri. Un perfetto replay a parti invertite delle elezioni del 2020. La sfida, tutta al femminile, vede la sindaca uscente Adalgisa La Torre con la lista ‘Insieme per Ordona’ opposta a Serafina Stella (sindaca nel quinquennio precedente) con la sua ‘Ordona Moderna’. Cinque anni fa il distacco fu di soli 125 voti.

Nell’Alto Tavoliere va al voto solo Serracapriola – tre candidati sindaco e 36 candidati consiglieri). Si vota dopo la fine anticipata della consiliatura e il commissariamento. La sfida è a tre: Michele Leombruno, vicesindaco facente funzioni fino a febbraio, tenta la corsa solitaria parlando di rinnovamento. Dall’altra parte Alessandro Taunisio guida la lista di continuità ‘Uniti per Serracapriola’ dell’ex sindaco Giuseppe d’Onofrio (il quale si candida come consigliere in attesa dell’appello della Legge Severino). Marco Camporeale, già sindaco dal 2006 al 2016 e storico oppositore, si propone come alternativa con la lista ‘Serracapriola Rinasce’.



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