Liste d’attesa: anticipate oltre 87mila prestazioni sanitarie in Puglia

A tre mesi dal varo del piano sperimentale per l’abbattimento delle liste d’attesa, la sanità pugliese tira le prime somme. I numeri, diffusi dall

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A tre mesi dal varo del piano sperimentale per l’abbattimento delle liste d’attesa, la sanità pugliese tira le prime somme. I numeri, diffusi dalla Regione l’8 maggio 2026, parlano di un meccanismo di “recall” a pieno regime che sta rimescolando le agende delle strutture sanitarie per garantire tempi più rapidi ai cittadini.
Dall’avvio delle attività, lo scorso 2 febbraio, sono state 164.930 le persone contattate dagli uffici regionali. Di queste, la stragrande maggioranza (oltre 150mila) riguardava visite ed esami specialistici, mentre circa 14.500 contatti erano finalizzati al recupero di ricoveri ospedalieri.​Il dato più significativo riguarda l’efficacia dell’operazione: 87.808 prestazioni sono state ufficialmente anticipate. Un successo che però si scontra con una quota non trascurabile di rifiuti: sono state infatti 44.165 le persone che hanno declinato la proposta di anticipazione, spesso per ragioni logistiche o personali.
​Il report regionale evidenzia come il guadagno temporale per i pazienti sia stato netto, specialmente per i casi più critici:
​Codici U (Urgenti): l’anticipo medio è stato di 143 giorni.
​Codici B (Breve attesa): le prestazioni sono state erogate con una media di 129 giorni d’anticipo.
​Codici D (Differibili) e P (Programmabili): i tempi si sono accorciati rispettivamente di 77 e 83 giorni.

​L’attività si è concentrata prioritariamente sulle prestazioni prescritte nel corso del 2026 (circa il 45% del totale recuperato), con un focus particolare sulla diagnostica per immagini — radiografie, ecografie, TC e risonanze — che da sola rappresenta il 21% delle prenotazioni anticipate.

​Sebbene il piano stia dando i primi frutti tangibili, resta la sfida della gestione dei rifiuti da parte dell’utenza e della saturazione delle agende. Tuttavia, con oltre 75.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale già erogate prima del previsto, la Regione Puglia sembra aver trovato la chiave per alleggerire una pressione che da anni gravava sul sistema sanitario regionale e sui diritti dei pazienti.

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