Deficit sanità in Puglia, arriva la stangata: per i pugliesi più ricchi aumento di 100 euro al mese

Per i redditi più alti si prospetta una stangata. L’aumento delle addizionali Irpef per coprire il disavanzo della sanità da 350 milioni di euro,

Arresti per armi e droga nel Foggiano. Raffica di controlli in ristoranti e negozi, il pugno duro dei carabinieri
Stadio Miramare ancora chiuso ai tifosi, perdita di incassi ingente
Pneumatici abbandonati illecitamente, in area protetta del P.N.G.

d

Per i redditi più alti si prospetta una stangata. L’aumento delle addizionali Irpef per coprire il disavanzo della sanità da 350 milioni di euro, si tradurrà per i pugliesi con un reddito oltre i 50mila euro in un aumento di circa 100 euro al mese. Milleduecento euro l’anno che si aggiungeranno agli attuali 350 euro che mediamente pagano i contribuenti del quarto scaglione di reddito. Difficilmente si potrà evitare un aumento così sostanzioso, perché al netto dei 120 milioni di euro recuperati dal bilancio (anche impartendo un taglio di 35 milioni di euro al budget del Consiglio regionale) con la leva fiscale bisognerà coprire i restanti 230 milioni.
Sulle altre fasce di reddito il ragionamento è aperto: una certezza è che il primo scaglione, quello che comprende i contribuenti con un reddito entro i 15 mila euro, non subirà alcun ritocco, così probabilmente anche il secondo fino ai 28 mila euro.Anche il terzo scaglione subirà un aumento ma questo dovrebbe aggirarsi sui 100 euro l’anno. Insomma, la tegola si abbatterà sui pugliesi più ricchi. Mercoledì a Roma, all’incontro al ministero delle Finanze ci sarà l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia che ha spiegato i prossimi passi: «Valuterò le addizionali con il ministero, sarà una gradualità in base agli scaglioni. Dovremo trattare sui conti che porterò e cioè sui 230 milioni di euro circa.
Dopo di che, i colleghi di tutti i gruppi avranno tutti i dati su cui ragionare». La leva fiscale sarà azionata per tre anni? «Non possiamo che dire forse perché dobbiamo capire quanto sarà il riparto del fondo nazionale per il 2026.
Se il ministero delle Finanze già a luglio 2025 diceva che i costi della sanità sarebbero aumentati del 3% e la Corte dei Conti ha detto a Camera e Senato che sono saliti del 4%, è normale che la mancata copertura di quell’aumento dei costi, diventa un disequilibrio».
L’assessore regionale Donato Pentassuglia ne ha discusso a margine della seduta congiunta delle commissioni Sanità e Bilancio, riunite per fare il punto sui lavori del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto.
La nuova struttura da 723 posti letto non ospiterà il primo paziente prima dell’inizio del 2028. Entro la fine del 2027 sarà completato il collaudo delle grandi macchine (risonanze, tac e acceleratori lineari), al momento sono in corso di installazione 23 delle 30 macchine previste. Il punto però resta tutto il personale: occorrono 80 milioni di euro per assumere 1200 operatori in aggiunta al personale che arriverà dagli ospedali Santissima Annunziata di Taranto, dal Moscati e dall’ospedale di Grottaglie.Fondi che la Regione ha già chiesto al ministro della Salute Orazio Schillaci. Il Santissima Annunziata e l’ospedale di Grottaglie diventeranno ospedali e case di comunità, il Moscati manterrà la sua vocazione per le cure oncologiche ospitando anche il secondo pronto soccorso della città.
Il vicepresidente del Consiglio regionale, Renato Perrini (esponente di Fratelli d’Italia) che ha richiesto l’audizione, ha l’amaro in bocca: «Nel 2016 – dice – avevo già previsto che per la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto sarebbero occorsi almeno dieci anni. I fatti mi danno ragione. La previsione di vedere il primo paziente a marzo 2028 conferma che la mia non era sfiducia, ma sano realismo di fronte a una gestione che, sin dall’inizio, ha peccato di visione».

COMMENTI

WORDPRESS: 0