BOCCA, IL TURISMO TIENE MA NON POSSIAMO IGNORARE I RISCHI DELLE GUERRE

Dopo l’anno record del 2025 e i primi tre mesi sotto l’adrenalina di Milano-Cortina il turismo italiano tiene ma lo spettro dei conflitti non si p

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Dopo l’anno record del 2025 e i primi tre mesi sotto l’adrenalina di Milano-Cortina il turismo italiano tiene ma lo spettro dei conflitti non si può ignorare, aggravato dalla tagliola del caro petrolio e del caro energia che si fa sempre più stringente.Forse anche per questo motivo la premier Giorgia Meloni viene di persona all’assemblea di Federalberghi a Roma per far sentire la vicinanza del Governo a un settore che è tornato forte e in salute dopo Il Covid ma deve affrontare una nuova prova.Ad accoglierla oltre al neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi e i colleghi Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso c’è Bernabò Bocca, appena riconfermato presidente di Federalberghi per il sesto mandato consecutivo. La premier scherza: “Siamo stati tutti molto in ansia per questa tua elezione. Al cardiopalma, diciamo fino all’ultimo voto, assolutamente inaspettata. Poi ci farai un corso di formazione…”.Dopo un ringraziamento alla dimissionaria Daniela Santanchè per il lavoro svolto, Meloni dice con un sorriso a Mazzi di aver un po’ sofferto “al dover mollare la delega. Sono stata forse il ministro del turismo meno longevo della storia… ma occuparsi di turismo credo sia una delle cose più stimolanti che si possano fare”.E poi dice ancora: “Il turismo è in buona sostanza un pezzo di noi, un pezzo molto significativo di noi. E il valore che genera va ben oltre il 13% di prodotto interno lordo. Il turismo è il comparto che ci identifica e ci caratterizza. E che in qualche maniera racconta al mondo, meglio di qualsiasi altra cosa, cosa significhi essere italiani”. 
Del resto i dati Istat certificano per l’ennesima volta quanto il turismo, con le presenze cresciute del 2,3% anche nel 2025, segno di una domanda internazionale ancora solida, nonostante un lieve calo degli arrivi, sia uno dei pilastri dell’economia italiana. “La grande eccellenza italiana” come dice Bocca nella sua relazione avvertendo però che questa “risorsa straordinaria” va preservata dagli “abusivi” che operano senza autorizzazioni e requisiti e “non creano ricchezza, la distruggono” e dai “pirati” che utilizzano contratti di lavoro non regolari e “producono incertezza e sfruttamento”.Le tensioni geopolitiche stanno però facendo crescere nuove incertezze e rallentando le prenotazioni, in particolare dal mercato nordamericano. “Per l’Italia – ragiona Bocca – che ha costruito una parte importante della propria crescita proprio sulla capacità di attrarre visitatori internazionali, questo significa una cosa molto semplice: non possiamo permetterci di dare nulla per scontato”. Inoltre le incognite relative al costo dell’energia rappresentano una forte ipoteca non solo sui risultati di quest’anno ma sulle prospettive per gli anni a venire. “Dobbiamo rafforzare la promozione, presidiare i mercati strategici e continuare a offrire un’immagine di affidabilità, sicurezza e qualità che sia più forte di qualsiasi scenario di crisi. Ma tutto questo non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno che il Governo, che le amministrazioni centrali e locali siano al nostro fianco”.Meloni riconosce che “l’Italia continua a scalare la classifica globale dei Paesi più visitati. Il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute grazie agli operatori che si sono rimboccati le maniche”. E rassicura: “Noi in questo quadro abbiamo cercato di fare quello che compete alla politica. Ma lo Stato non crea ricchezza. Il lavoro non si crea per decreto, quello che deve fare lo Stato è mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni di competere e produrre ricchezza”.Anche sulle tensioni geopolitiche la presidente del Consiglio non si tira indietro e sottolinea che “l’instabilità sta piano piano diventando la nostra normalità, con un quadro che cambia ogni minuto”. Ma allo stesso tempo esorta: “E’ nelle fasi più complicate, per paradosso, che spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi. E’ la nostra cifra, perché la verità è che noi siamo italiani: accontentarci non fa parte del nostro Dna. E allora non fatelo, perché noi non lo faremo, perché io non lo farò” conclude.

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