Pesca e acquacoltura, via libera dall’Ue agli aiuti finanziari: alla Puglia 1,8 milioni al mese

Arriva una boccata d’ossigeno fondamentale per le marinerie pugliesi e l’intero comparto dell’acquacoltura, messi in ginocchio dal rincaro dei car

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Arriva una boccata d’ossigeno fondamentale per le marinerie pugliesi e l’intero comparto dell’acquacoltura, messi in ginocchio dal rincaro dei carburanti e dalle instabilità internazionali. La Commissione Europea ha dato il via libera all’attivazione del meccanismo di crisi del Feampa (Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura), accogliendo la richiesta avanzata dal Governo italiano.L’operazione mette in campo risorse pesanti: circa 12 milioni di euro al mese a livello nazionale, di cui una quota significativa, pari a circa 1,8 milioni di euro mensili, sarà destinata specificamente alla Puglia.
La genesi del provvedimentoIl via libera di Bruxelles non è un atto dovuto, ma il risultato di una pressione politica partita proprio dal territorio. L’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Francesco Paolicelli, ha rivendicato la paternità della proposta, portata inizialmente in Commissione Politiche Agricole e poi condivisa con il Ministero.“È un risultato importante, frutto di un lavoro politico puntuale e condiviso – ha dichiarato l’assessore Paolicelli – che nasce da un intervento che ho proposto personalmente in Commissione Politiche Agricole e che ho immediatamente rappresentato al ministro Francesco Lollobrigida, il quale si è attivato con prontezza e determinazione. Voglio ringraziarlo, insieme ai colleghi della Commissione, tutti unanimi nel condividere tale proposta, per aver sostenuto con convinzione un’azione necessaria e urgente a tutela di un comparto strategico”.
Un settore al limite

La crisi energetica ha colpito duramente una filiera già fragile. Secondo l’analisi dell’assessorato, l’aumento dei costi delle materie prime ha eroso i margini di guadagno al punto da rendere spesso antieconomico uscire in mare.

“Parliamo di un settore – ha sottolineato Paolicelli – che già affronta difficoltà strutturali e che oggi rischia di essere travolto da una crisi energetica senza precedenti, capace di vanificare anni di sacrifici. L’aumento dei costi del carburante e delle materie prime ha ridotto drasticamente la redditività delle imprese, costringendo parte della flotta a fermarsi e mettendo sotto pressione tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione fino alla distribuzione”.
Le misure: compensazioni e ammasso

Il provvedimento ha carattere straordinario e temporaneo. Le risorse, già disponibili nei programmi nazionali Feampa 2021-2027, verranno utilizzate per compensazioni economiche (per coprire i mancati guadagni e i rincari energetici) e come sostegno all’ammasso (per consentire alle organizzazioni di produttori di stabilizzare i prezzi ritirando temporaneamente il pescato dal mercato)

L’efficacia della misura è garantita dalla retroattività al 28 febbraio 2026, con validità prevista fino al termine dell’anno solare.
Prospettive future

Mentre gli uffici tecnici sono già al lavoro per definire criteri e modalità di erogazione rapida dei fondi, l’attenzione resta alta sulla tenuta del sistema nel lungo periodo.

“È un segnale forte dell’Europa – ha concluso l’assessore – che riconosce la gravità della situazione e interviene per salvaguardare imprese e occupazione. Ora sarà fondamentale tradurre rapidamente questa opportunità in sostegno concreto sui territori. La tecnica preposta valuterà modalità e criteri per attivare celermente tali misure. Parallelamente, dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare la resilienza del settore, a partire dalla transizione energetica, che rappresenta una leva imprescindibile per garantire competitività e sostenibilità nel lungo periodo”.

 

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