ANNA SANTOLIQUIDO POETA DELLA SPERANZA UNIVERSALE

Lei ama definirsi poeta, ma Anna Santoliquido è tante altre cose: narratrice, saggista, traduttrice, drammaturga, ma soprattutto è una donna dalla

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Lei ama definirsi poeta, ma Anna Santoliquido è tante altre cose: narratrice, saggista, traduttrice, drammaturga, ma soprattutto è una donna dalla forte tensione etico-civile, che guarda all’umanità e ne interpreta i sentimenti, la profondità esistenziale. E non è certo un caso che le sue opere poetiche siano tradotte in ben 23 lingue, dai Paesi dell’est a quelli d’occidente, in molti dei quali si reca volentieri secondando i tanti inviti. Numerosi e prestigiosi i riconoscimenti attribuitegli, anche cittadinanze onorarie. Tra le tante iniziative, quella di grande significato etico, della fondazione del Movimento internazionale “Donne in poesia” che presiede.
Intensa l’attività di divulgazione della poesia, in convegni e studi internazionali, senza mai dimenticare i giovani, gli studenti con i quali ha una affezione particolare avendo insegnato inglese per quarant’anni a Bari ove si è trasferita dalla natia Forenza, amato borgo della Lucania al quale ha dedicato appassionanti liriche.
A Manfredonia è arrivata su invito del Centro studi intitolato al grande poeta garganico-sipontino Cristanziano Serricchio («col quale sono stata grande amica e profonda estimatrice» ha ricordato Santoliquido) per incontrare le studentesse e gli studenti dell’istituto superiore di scienze umane “Roncalli”, per un «percorso di riflessioni, emozioni e bellezza» ha evidenziato la referente del “Roncalli”, professoressa Lucia Bollino. Un percorso legato alla memoria personale e collettiva, alle origini familiari, culturali e territoriale.
La presidente del Centro studi “Cristanziano Serricchio”, Raffaela La Torre ha ricordato le origini lucane della «giovane poeta approdata, come in una sorta di transumanza, a Bari dove ha conosciuto il mare (compreso il nostro mare garganico) e ha cominciato a costruire un ponte con le terre che si trovano dall’altra parte dell’Adriatico, spinta dalla sua naturale propensione alla relazione umana, all’amicizia, al riconoscimento dell’altro e alla pietà per i massacrati dalla storia».
«Le radici no sono solo nostalgia, ma strumenti per comprendere il presente» ha affermato Santoliquido citando i versi di alcune delle sue infinite raccolte di componimenti pubblicate anche all’estero: da I figli della terra del 1981 (Premio Città di Napoli), a Trasfigurazione (1992) Bucarest 2001, Quattro passi per l’Europa (2011 tradotte in tedesco, inglese, greco), Versi a Teocrito (2015 tradotto in greco, inglese, tedesco, russo).
Un susseguirsi di emozioni che hanno suscitato nei giovani, domande pertinenti, incoraggiati dal linguaggio essenziale ma evocativo delle liriche della illustre ospite. Una conversazione piacevole, vivacizzata dall’eloquio sobrio, limpido, quasi scarno della Santoliquido, ricco di immagini simboliche, cadenzate da un ritmo meditativo. La poetica di Anna Santoliquido si è espressa in tutta la sua forza tesa alla continua ricerca del senso, di una spiritualità non confessionale, poetica appunto che si confronta col dolore, che sfocia nella speranza e nella possibilità della rinascita.
Michele Apollonio

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