Edilizia, caro materiali fuori controllo: allarme cantieri in Puglia

Il caro materiali in edilizia torna a colpire con forza il settore delle costruzioni artigiane e mette a rischio la continuità dei cantieri Puglie

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Il caro materiali in edilizia torna a colpire con forza il settore delle costruzioni artigiane e mette a rischio la continuità dei cantieri Pugliesi. A pesare sono l’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti, aggravati dalle tensioni geopolitiche internazionali e dal nuovo conflitto nel Golfo. Per le imprese, il quadro è diventato sempre più difficile da sostenere.A lanciare l’allarme è Anaepa Confartigianato , che segnala rincari pesanti su materiali strategici come bitume, acciaio, cemento e derivati del petrolio. Il caso più evidente riguarda il bitume, passato da circa 400 a 600 euro a tonnellata, con effetti immediati sui lavori stradali e sulla manutenzione delle pavimentazioni. A questo si aggiungono i ritardi nelle forniture e le difficoltà di approvvigionamento, che stanno rallentando la programmazione dei lavori e comprimendo i margini delle aziende.

Caro materiali in edilizia, l’allarme delle imprese
Secondo Confartigianato, l’aumento di gas, energia elettrica e carburanti incide direttamente sul costo finale delle opere, soprattutto in un comparto dove logistica e materie prime hanno un peso decisivo. La preoccupazione cresce anche in vista della scadenza degli interventi finanziati dal PNRR, prevista per luglio 2026. Eventuali stop potrebbero compromettere il completamento delle opere nei tempi previsti, con ricadute su imprese, lavoratori e pubblica amministrazione. Per questo Confartigianato chiede alle istituzioni un adeguamento rapido dei prezzari nei lavori pubblici e strumenti più efficaci per tutelare le aziende. In gioco non c’è soltanto la tenuta del comparto, ma una parte rilevante dello sviluppo economico e infrastrutturale del territorio.

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