«Bossi paragonava la Puglia alla Lombardia»: il fondatore della Lega amava moltissimo Nicola Di Bari, al secolo Michele Scommegna da Zapponeta

«Bossi paragonava la Puglia alla Lombardia. Per noi giovani leghisti, all’epoca, il Mezzogiorno era tutto uguale, ma Umberto cercava di convincerc

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«Bossi paragonava la Puglia alla Lombardia. Per noi giovani leghisti, all’epoca, il Mezzogiorno era tutto uguale, ma Umberto cercava di convincerci del contrario. E aveva ragione. Sarà per questo che le idee del Carroccio hanno attecchito subito nel Tacco d’Italia». È un racconto che non ti aspetti quello che Roberto Maroni, ex ministro leghista ed ex governatore della Lombardia, scomparso nel novembre del 2022, rese alla «Gazzetta» in una intervista del 2019, subito dopo la fine del governo gialloverde.Allora, la nuova Lega di Matteo Salvini, in piena espansione su tutto il territorio nazionale, sembrava aver trovato in Puglia un fertile terreno elettorale (poi le percentuali si ridimensionarono). Per Maroni questo era dovuto ad una sorta di affinità tra lombardi e pugliesi, tra Milano e Bari. In realtà, il Carroccio non più nordista dell’attuale vicepremier si presentava nel Mezzogiorno più con posizioni sovraniste che seguendo la vecchia linea delle piccole patrie, ma resta il dato della predilezione di Bossi per i pugliesi. Forse un altro pregiudizio, stavolta in positivo, tra i tanti pregiudizi in negativo. E tuttavia destinato a protrarsi nel tempo perché ancora nel 2008 Bossi annunciava che avrebbe scritto proprio in Puglia «l’ultima riga del federalismo». Di certo, per restare al «colore», il fondatore della Lega amava moltissimo Nicola Di Bari, al secolo Michele Scommegna da Zapponeta (Foggia), che una volta confessò di aver preso a imitare negli anni in cui pensava a una carriera da cantante.Aneddoti e curiosità che non spostano la sostanza di un anti-meridionalismo violento e rancoroso con cui Bossi ha nutrito la politica per anni, seppellendo la questione meridionale sotto quella settentrionale. È forse difficile immaginarlo mentre rampognava i giovani leghisti avventurandosi in più o meno fantasiose distinzioni fra pugliesi e calabresi, campani e siciliani (come la sua seconda moglie Manuela Marrone, catanese). Ma, a sentir Maroni, nelle segrete stanze del Carroccio pare andasse proprio così.

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