Manfredonia nei ricordi della RAF dopo 80 anni

Oggi, accogliendo in Comune i rappresentanti dello Squadron 614 della RAF, ho avuto la sensazione di allungare una mano e toccare il passato. È st

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Oggi, accogliendo in Comune i rappresentanti dello Squadron 614 della RAF, ho avuto la sensazione di allungare una mano e toccare il passato. È stato davvero emozionante.
Nei loro racconti, tramandati da chi li ha preceduti, è emerso il ricordo di una Manfredonia accogliente, capace di far sentire meno soli, durante la Seconda guerra mondiale, uomini arrivati dal Regno Unito in una terra lontana e segnata dal conflitto. Un ricordo così forte da averli riportati qui, a distanza di 80 anni, per ringraziare la città.
Lo Squadron 614, nato nel Galles nel 1937 come unità della Royal Auxiliary Air Force, durante la guerra operò anche in Italia. Dopo lo sbarco alleato, fu dislocato negli aeroporti della Capitanata, tra cui Amendola, da dove partivano missioni verso il Nord Italia, la Germania meridionale e i Balcani, con un ruolo delicatissimo di ricognizione e segnalazione dei bersagli.
Personalmente ho voluto ringraziarli per un aspetto meno noto, ma straordinario. Quando non erano impegnati nelle missioni, quei voli continuavano a osservare il nostro territorio dall’alto, con uno sguardo attento e curioso.
Le centinaia di fotografie aeree, scattate tra il 1943 e il 1945, permisero allo studioso inglese John Bradford di individuare tracce di insediamenti antichi nel Tavoliere, rivelando villaggi neolitici e città daunie fino ad allora sconosciute. Da quegli scatti nacque un nuovo modo di leggere il paesaggio: l’archeologia dall’alto.
Oggi, in quel passaggio tra passato e presente, è emerso il senso di un legame con la nostra terra che non si è interrotto e che ha continuato a raccontare qualcosa di noi in un luogo lontano, oltre il tempo e la distanza.
Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura

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