Puglia, per il buco della sanità non basta alzare l’Irpef. I ministeri: «Tagliare reparti e farmaci»

La Puglia ha superato la verifica dal punto di vista dell’assistenza, ma non quella sul fronte dei conti della sanità. E la lista delle contestazi

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Puglia, per il buco della sanità non basta alzare l'Irpef. I ministeri: «Tagliare reparti e farmaci»

La Puglia ha superato la verifica dal punto di vista dell’assistenza, ma non quella sul fronte dei conti della sanità. E la lista delle contestazioni consegnata ai vertici del dipartimento Salute, convocati ieri a Roma al tavolo di monitoraggio dei ministeri dell’Economia e della Salute, potrebbe far passare in secondo piano il previsto (e ormai inevitabile) aumento delle addizionali Irpef necessario a coprire il buco di 370 milioni nei bilanci del 2025.Il diktat che i ministeri hanno consegnato alla Regione (rappresentata dal capo dipartimento Vito Montanaro, dalla direttrice generale Aress Lucia Bisceglia e dai dirigenti Caroli, Memeo, Nicastro e Pacifico) è riassunto nella richiesta di presentare un nuovo Piano operativo triennale che dovrà contenere – questo è scritto nel verbale – misure in grado di apportare correzioni strutturali attravero «un’adeguata programmazione regionale». Significa che dovranno essere disposte chiusure o accorpamenti di reparti o interi ospedali, misure di razionalizzazione della spesa farmaceutica, interventi sui costi per le strutture private e per i servizi no-core (ovvero le Sanitaservice). Un piano che potrebbe essere «lacrime e sangue» e che non risulta più rimandabile, dopo che per due anni (2024 e 2025) i ministeri avevano fatto analoghe richieste in sede di esame dei Piani (da ultimo a novembre): ma la giunta Emiliano aveva deciso di non procedere evidentemente valutando impopolare una simile iniziativa nell’imminenza delle elezioni.Il ragionamento che la Puglia ha offerto al terzo piano del palazzo romano di via XX Settembre (dove è sottoposta a verifiche periodiche essendo sottoposta a Piano operativo, cioè un commissariamento soft) suona più o meno così: al netto dei 250 milioni di extracosti indotti dall’aumento dei prezzi dei farmaci e del costo del personale, la perdita 2025 della Regione è in linea con quella del 2024 (132 milioni coperti però con il bilancio autonomo).

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