“IL MIO ‘LIMBO’ GIUDIZIARIO”, BEPPE SIGNORI A MANFREDONIA AD UN INCONTRO DEL COMITATO PER IL SÌ

Referendum sulla giustizia, l’intervento dell’ex attaccante della nazionale che ha raccontato il suo calvario lungo 10 anni.Si è tenuto a Manfredo

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Referendum sulla giustizia, l’intervento dell’ex attaccante della nazionale che ha raccontato il suo calvario lungo 10 anni.Si è tenuto a Manfredonia un affollato incontro pubblico dedicato ai temi del prossimo referendum sulla giustizia. Un appuntamento nato per approfondire i tecnicismi dei quesiti referendari, ma che si è trasformato in una profonda riflessione sul rapporto tra cittadino, diritto e tempi processuali. L’evento ha visto la partecipazione attiva del mondo politico e forense. L’onorevole Giandiego Gatta, parlamentare del territorio, ha aperto i lavori sottolineando l’urgenza di una riforma strutturale: “Votare ‘Sì’ non è un atto di ostilità verso la magistratura, ma un atto d’amore verso lo Stato di diritto. Abbiamo bisogno di una giustizia più rapida, equa e che rispetti la dignità della persona,” ha dichiarato Gatta.Al suo fianco, il contributo tecnico dei membri della Camera Penale del Tribunale di Foggia. Gli avvocati Arena, Di Sabato, Pece e Rinaldi, intervenuti all’assemblea, hanno sviscerato i punti cardine del referendum — dalla separazione delle carriere alla valutazione dei magistrati — evidenziando come le attuali storture del sistema ricadano quotidianamente sulle spalle di indagati e persone offese. Tra gli interventi anche quello di Carlo D’Ercole, referente provinciale di Forza Italia per il Comitato per il Si.Il momento più toccante della serata è stato l’intervento dell’ospite d’onore, l’ex bandiera del calcio italiano Beppe Signori. L’ex attaccante della Nazionale ha ripercorso i dieci anni di “limbo” giudiziario legati all’inchiesta sul calcioscommesse, terminati con una riabilitazione totale ma tardiva. 10 anni di attesa: Tanto è durato il processo prima della piena assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Signori ha descritto il peso di essere considerato colpevole prima ancora di un processo. La rinuncia alla prescrizione, un gesto forte per ottenere una verità piena, che però ha richiesto un prezzo umano altissimo.“Non voglio vendetta, voglio che nessun altro debba vivere quello che ho vissuto io”, ha spiegato Signori, la cui testimonianza ha dato un volto concreto a concetti spesso astratti come la “giustizia lenta”.

saverio serlenga

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