Manfredonia, I “Quattro Boccali”

I "Quattro Boccali": L’ingegneria della sopravvivenza nella Manfredonia di un tempo Prima che l'acqua corrente diventasse una comodità scontata

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I “Quattro Boccali”:
L’ingegneria della sopravvivenza nella Manfredonia di un tempo
Prima che l’acqua corrente diventasse una comodità scontata, Manfredonia doveva fare i conti con la scarsità idrica. Il nome di Via Quattro Boccali non è casuale: deriva da un complesso sistema di cisterne sotterranee che rappresentava la principale riserva d’acqua della città.
Cosa erano e a cosa servivano?
Le cisterne erano enormi camere ipogee scavate nella roccia o costruite in muratura, progettate per la raccolta dell’acqua piovana. In un territorio carsico e povero di sorgenti superficiali, queste strutture erano vitali: raccoglievano l’acqua che cadeva sui tetti e sulle superfici pavimentate, convogliandola in questi depositi freschi e protetti.
Il mistero dei “Quattro Boccali” (I Comignoli)
Quelli che oggi chiameremmo “comignoli” erano in realtà i punti di accesso e ventilazione delle cisterne sottostanti. Ecco le loro funzioni principali:
L’Attingimento: I “boccali” erano le imboccature da cui i cittadini o gli addetti calavano i secchi per prelevare l’acqua. La loro forma a torretta serviva a impedire che sporcizia, polvere o animali finissero all’interno, preservando la purezza della riserva.
L’Aereazione: Una cisterna sigillata rende l’acqua stagnante e insalubre. I “boccali” permettevano all’aria di circolare, mantenendo l’acqua ossigenata e fresca anche nei mesi estivi più torridi.
Il Controllo: Servivano come punti di ispezione per verificare il livello dell’acqua e lo stato di pulizia del fondo, dove si accumulavano i sedimenti.
Come funzionavano?
Il sistema era un piccolo capolavoro di idraulica rurale:
Filtraggio: Prima di entrare nella cisterna, l’acqua passava spesso attraverso strati di ghiaia o sabbia per essere depurata dai detriti più grossolani.
Decantazione: Il fondo della cisterna permetteva alle impurità rimaste di depositarsi, lasciando l’acqua più chiara in superficie, pronta per essere attinta dai quattro boccali.
Un patrimonio da non dimenticare
Negli anni ’50, sebbene la modernità stesse avanzando, queste strutture erano ancora il simbolo di un legame profondo tra l’architettura cittadina e le risorse naturali. Ricordare come funzionavano i “Quattro Boccali” significa onorare l’ingegno dei nostri antenati che, con pochi mezzi, riuscivano a domare la siccità.
“Oggi quei boccali non ci sono più (o sono stati inglobati dallo sviluppo urbano), ma restano nel nome della nostra via a ricordarci che l’acqua è, da sempre, il nostro bene più prezioso.”
Manfredonia Sparita: Il Segreto dei “Quattro Boccali”
Questa fotografia non è solo un paesaggio d’altri tempi; è la prova di come Manfredonia sia riuscita a prosperare in un territorio assetato. Quelli che vedete in primo piano, che danno il nome alla celebre Via Quattro Boccali, non sono semplici pilastri, ma le “sentinelle” di una preziosa risorsa sotterranea.
L’Ingegneria della Pioggia
Sotto quei quattro cilindri di pietra si nascondeva un’immensa cisterna ipogea. In un’epoca in cui l’Acquedotto Pugliese era ancora un miraggio per molti, la sopravvivenza della città dipendeva dalla raccolta dell’acqua piovana.
Perché proprio quattro “comignoli”?
Ogni “boccale” aveva una funzione vitale per la gestione della riserva comune:
Un Legame Indissolubile con la Terra
Guardando questa foto, si capisce quanto fosse preziosa ogni goccia d’acqua. Il sistema dei Quattro Boccali era un capolavoro di architettura rurale e idraulica, un esempio di come l’uomo sapesse adattarsi ai ritmi della natura.
Questa immagine ci ricorda le nostre radici: una comunità che ha costruito la sua storia sulla cura e sul rispetto delle proprie risorse primarie.
Fonte: sono delle mie ricerche sul Web
La foto è soltanto la fotografia di un mio ricordo, elaborata insieme a Gemini, ChatGPT e software di mia proprietà.
Photo: by © Umberto Capurso

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