E’ l arte il fil rouge del progresso cittadino

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Nelle prospettive rigeneratrici della nuova Manfredonia, l’arte, nelle sue variegate espressioni, ha riscoperto la sua grande valenza culturale. A questa rinnovata vitalità cittadina contribuiscono vari ceppi di attività che esaltano quel fil rouge che ha, sin dall’antichità, caratterizzato il divenire della città erede della romana e medievale Siponto, come assemblata da re Manfredi di Svevia.
La realizzazione del Museo civico ubicato nel Palazzo San Domenico attiguo alla trecentesca Cappella della Maddalena con i suoi affreschi gotici; cui si affianca il Museo etnografico “Michele Melillo” di Siponto che racconta degli usi e costumi della Manfredonia dell’altro secolo; il potenziamento, grazie anche ai recenti finanziamenti ministeriali ricevuti, della biblioteca comunale riferimento cardine di studio e di incontri e di attività per tutte le età, una infrastruttura educativa permanente che dialoga con scuole, associazioni, e terzo settore, sostenendo anche la ricerca locale; la diffusa e viva presentazione di libri con specifiche rassegne anche in estate anche presso il porto turistico “Marina del Gargano”, a dimostrazione di un interesse costante per la letteratura e il dibattito culturale con autori nuovi e affermati; il teatro: il “Lucio Dalla” della Bottega degli Apocrifi con stagioni di prosa entusiasmanti con titoli in cartellone di rilievo nazionale e internazionale che riscuotono risposta di pubblico superiore alle attese, e con una particolare attenzione all’infanzia e alla gioventù; e il “San Michele” che oltre al cinema, è la sede storica della prosa dialettale locale animata da numerose compagnie seguitissime da un pubblico affezionato; e poi quel gioiellino del “Palco in una stanza”, una sala ben definita dal titolo datale dalla dinamica soprano Francesca Rinaldi, che ospita spettacoli musicali e rassegne di libri; la musica dalla classica alla leggera offerta da formazioni giovanili entusiasmanti che utilizzano spesso le chiese generosamente aperte dalla Curia; per non parlare dell’archeologia, quella in itinere degli scavi del Parco archeologico di Siponto e di quella stanziale del Museo nazionale archeologico allocato nel castello svevo-angioino-aragonese, una eccellenza al pari del Museo Diocesano che traccia il fecondo cammino della Chiesa di Siponto e Manfredonia, e di quella straordinaria storia raccontata con meticolosa raccolta di testimonianze nel Museo dei Pompieri e della Croce Rossa; e non certo ultimo va considerata la costante e oggettiva presenza di “Manfredonia News” unico giornale periodico cartaceo, una testimonianza discreta e autorevole.
Una panoramica veloce e non certo esaustiva di un panorama variamente assortito, di una realtà in movimento supportata dalla civica amministrazione e dalle numerose realtà culturali che alimentano la fiammella del sapere, come la Società di storia patria, il Nuovo centro di documentazione storica, il Centro studi “Cristanziano Serricchio”.
In questo fervore di iniziative si inserisce un evento di straordinario rilievo, una mostra di dipinti di autori celebrati le cui opere fanno parte di collezioni di Musei rinomati quali il Louvre a Parigi, la Galleria degli Uffizi a Firenze, l’Art Institute di Chicago, ed ora anche Manfredonia. “Sulle orme del Caravaggio: la lunga storia del Barocco riscoperto a Manfredonia tra Bartolomeo Manfredi, Andrea Vaccaro e Nicolantonio Brudaglio” è l’indicativa intestazione della mostra ordinata nell’ex parlatoio del complesso monastico di Santa Chiara più noto come il Seminario arcivescovile (dirimpetto alla Cattedrale) che prenderà il via il 27 novembre prossimo per rimanere aperta per le visite (gratuite, dalle 18 alle 21) fino al 31 gennaio 2026.
A curare il progetto scientifico della mostra sono Gianpasquale Greco, Francesco Di Palo, Antonello D’Ardes che ha anche curato l’allestimento della esposizione in collaborazione con Claudio Grenzi editore e Comunica Creative Company.
Il “Barocco” è un movimento artistico culturale diffuso in Europa tra il XVII e la metà del XVIII secolo. I suoi tratti caratteristici sono sfarzo, teatralità, dinamismo e un forte impatto emotivo, con giochi di luci e contrasti finalizzati a creare spettacoli grandiosi. Esempi di Barocco sono il colonnato di San Pietro, Estasi di Santa Teresa, il naturalismo di Caravaggio, Rubens, Rembrandt.
«La stagione barocca manfredoniana è quasi coincidente con l’identità sipontina stessa» rileva Gianpasquale Greco, ricercatore di storia d’arte all’università Federico II di Napoli che ha condotto accurati studi sui dipinti presenti nelle chiese di Manfredonia pervenendo a straordinarie scoperte. Nella mostra-evento “Sulle orme di Caravaggio” saranno esposti la “Coronazione di spine” attribuita a Bartolomeo Manfredi (1582-1622) che trovasi, dopo avventurosi percorsi, nel presbiterio della Cattedrale, e ricalca evidente l’atmosfera sospesa e magica tipica di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio; la “Immacolata Concezione” di Andrea Vaccaro (1604-1670) custodita nella chiesa di San Francesco.
«Non una semplice esposizione, ma una operazione del recupero della memoria artistica della Manfredonia post sacco turchesco» chiosa l’assessore alla cultura Maria Teresa Valente al lavoro per la realizzazione di altri progetti che aprono nuove prospettive di sviluppo culturale.
Una sfida vinta ma che per assicurarle continuità occorre stabilizzare risorse, coordinare i luoghi della cultura, perché questa riscoperta non sia un exploit di una stagione, ma diventi un asse strutturale di sviluppo cittadino.
Michele Apollonio

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