È una petizione popolare articolata, dettagliata e indirizzata a più enti istituzionali quella promossa e realizzata da Europa Verde a Manfredonia (

È una petizione popolare articolata, dettagliata e indirizzata a più enti istituzionali quella promossa e realizzata da Europa Verde a Manfredonia (rappresentante Innocenza Starace) contro l’installazione di un ripetitore 5G nel porto commerciale della città. I cittadini firmatari chiedono lo spostamento dell’impianto, attualmente in fase di realizzazione a poche decine di metri dalle abitazioni di via Aldo Moro e in prossimità di piazza Falcone e Borsellino, ritenuta una collocazione inadeguata sotto il profilo sanitario, paesaggistico e procedurale.
Al centro della contestazione c’è un pilone alto circa 30 metri, destinato a sostenere sei parabole, che la società Cellnex Italia sta installando per conto di Wind 3 all’interno dell’area portuale. Secondo quanto riportato nella petizione, la concessione demaniale e l’Autorizzazione Unica ZES sarebbero state rilasciate dall’Autorità di sistema portuale senza che fosse ancora stata emessa l’autorizzazione paesaggistica, ritenuta un parere vincolante. Un passaggio che, per i promotori, configurerebbe una possibile nullità dell’atto amministrativo.
L’autorizzazione paesaggistica è arrivata successivamente, ma secondo i firmatari non avrebbe valutato adeguatamente l’impatto visivo dell’impianto su un’area simbolica della città, dove insistono la Fontana Piscitelli e l’installazione artistica murale di Franco Troiano, elementi ben visibili anche dalla strada panoramica. Viene inoltre contestata la scelta tecnica di rendere il pilone infisso nel suolo, anziché rimovibile, come inizialmente suggerito dalla Commissione locale per il paesaggio, rendendo di fatto più difficile un eventuale spostamento futuro.
Ampio spazio è dedicato anche al tema della salute pubblica. Pur prendendo atto del parere favorevole espresso da ARPA Puglia sulle emissioni elettromagnetiche, i promotori sottolineano come i limiti di legge siano stati recentemente innalzati, senza – a loro avviso – un adeguato supporto scientifico. Nella petizione vengono richiamati studi che evidenziano possibili rischi a lungo termine derivanti da esposizioni prolungate a campi elettromagnetici intensi, in particolare per le cosiddette onde millimetriche del 5G, ancora poco studiate. Da qui il richiamo esplicito al principio di precauzione previsto dal diritto europeo.
La richiesta: spostare l’impianto e informare i cittadini
Europa Verde e i cittadini firmatari chiedono la revoca in autotutela delle autorizzazioni rilasciate, lo spostamento del ripetitore sul braccio del molo di ponente, lontano dalle aree residenziali, e l’adozione di un protocollo d’intesa sul modello di quello del Comune di Roma, che prevede distanze minime più ampie da scuole e luoghi frequentati. Tra le richieste anche una maggiore informazione preventiva alla cittadinanza, campagne pubbliche sui rischi e un piano di sviluppo della connettività che privilegi la fibra ottica e soluzioni meno impattanti.


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