Dop Economy in Puglia: crescita a 711 milioni e via libera alla legge Caselli

La Dop Economy in Puglia registra un valore complessivo di 711 milioni di euro, segnando una crescita del 12,2% nel comparto dei prodotti a denomi

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prodotti tipici legati alla Dop Economy in Puglia

La Dop Economy in Puglia registra un valore complessivo di 711 milioni di euro, segnando una crescita del 12,2% nel comparto dei prodotti a denominazione d’origine. A comunicarlo è Coldiretti Puglia sulla base del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita, diffuso in occasione dell’approvazione al Senato del disegno di legge sui reati agroalimentari, noto come “legge Caselli”. Il provvedimento, ora atteso alla Camera, punta a rafforzare la tutela delle eccellenze italiane.

Dop Economy in Puglia: incremento del 12,2% nel settore certificato
Secondo i dati del Rapporto Ismea-Qualivita, la Dop Economy in Puglia conferma una crescita costante, trainata dal successo delle produzioni certificate DOP e IGP. Il comparto rappresenta un patrimonio fondamentale per l’agroalimentare regionale, grazie alla capacità di generare valore economico, tutelare la qualità e preservare l’identità territoriale.

La spinta legislativa della cosiddetta legge Caselli viene indicata come uno strumento necessario per contrastare frodi e pratiche sleali lungo la filiera. Le nuove misure intendono garantire maggiore trasparenza sulle produzioni, tutela delle denominazioni e controlli più incisivi sulle attività fraudolente.

Reati agroalimentari: cosa prevede la legge Caselli
Il disegno di legge Agroalimentare, approvato dal Senato e ispirato al lavoro della Commissione Caselli istituita nel 2015, introduce un aggiornamento del codice penale con un capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Le misure riguardano:

riconoscimento del reato di “agropirateria” per attività fraudolente organizzate e reiterate;
rafforzamento delle sanzioni su etichettatura, origine, ingredienti e denominazioni;
maggiore tutela per prodotti DOP e IGP, frequentemente oggetto di contraffazione e “italian sounding”.
Il provvedimento prosegue ora il suo iter alla Camera, con l’obiettivo di diventare pienamente operativo entro i prossimi mesi.

Tutela delle produzioni autentiche e lotta all’italian sounding
La riforma si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative per contrastare l’uso improprio del marchio “made in Italy”, un fenomeno che penalizza le filiere locali e altera la concorrenza. Coldiretti ribadisce la necessità di rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione Europea, al fine di garantire trasparenza ai consumatori e protezione reale alle produzioni certificate.

Prospettive future
Con il passaggio del ddl alla Camera, il settore attende tempi rapidi per l’approvazione definitiva. La crescita della Dop Economy in Puglia e l’evoluzione della normativa contro le frodi agroalimentari sono considerate elementi strategici per consolidare il ruolo della regione nel panorama delle eccellenze italiane, rafforzando competitività, tracciabilità e tutela delle filiere locali.

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