C’Erano una volta i comizi elettorali

Domenica e lunedì prossimi, 23 e 24, gli elettori saranno chiamati a esprimere il proprio voto per eleggere i rappresentanti nel Consiglio della R

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Domenica e lunedì prossimi, 23 e 24, gli elettori saranno chiamati a esprimere il proprio voto per eleggere i rappresentanti nel Consiglio della Regione Puglia. Che sarà formato da 50 consiglieri. I candidati di Manfredonia sono cinque, variamente distribuiti tra i diversi schieramenti politici, abbinati ai candidati presidente della Regione. Ognuno covando la lusinga di sedere nei banchi del Palazzo della Regione a Bari. Ma bisogna prima superare lo scoglio della elezione, del vaglio cioè dell’elettorato. Il responso dell’urna elettorale inseguita, accarezzata, adulata durante la cosiddetta “campagna elettorale”, termine seicentesco per indicare l’insieme di attività di propaganda politica condotte da forze politiche e candidati per convincere gli elettori a votare per loro.
Una corsa ad ostacoli. Una incognita, come da sempre imperscrutabile. Perché coinvolge molti fattori variabili e imprevedibili. Oggettivi e soggettivi del personaggio candidato. Negli ultimi decenni le campagne elettorali, a qualsiasi livello, sono fortemente cambiate, grazie all’avvento delle nuove tecnologie digitali e dei social media. Sono rimasti i riferimenti ai contenuti, alle proposte da sviluppare, si promette, nella sede regionale. Di qui l’importanza della comunicazione, del rapporto con il cittadino-elettore/cittadina elettrice. Quel contatto diretto utile ad entrambi, candidato e elettore, per percepire quelle sensazioni impalpabili, spesso determinanti per stabilire o meno quel coinvolgimento emotivo che induce all’empatia o all’apatia. Al di là della proposta politica.
Oggi la comunicazione politica tende a strutturarsi intorno a reti organizzative più fluide, più dispersive. A spettacolarizzare. A privilegiare forme di comunicazione mediate dalla tecnologia, piuttosto che con la partecipazione istituzionale tradizionale. I social nella loro variegata espressione, si sono sostituiti ai candidati presenti solo con la propria immagine virtuale.
Scomparsi pressoché completamente i comizi, pezzo forte dei candidati nelle dispute elettorali quando queste si svolgevano nelle pubbliche piazze. I comizi elettorali tradizionali, svolti all’aperto, possono ancora svolgere una significativa funzione, soprattutto come momento d’incontro diretto con i candidati e per veicolare messaggi in modo più personale e aggregativo. Rafforzano la percezione di presenza reale del candidato e alimentare un coinvolgimento emotivo e di gruppo che i social, per quanto interattivi, non riescono sempre a sostituire.
Vero è che non è da tutti presentarsi in piazza, da un balcone o un palco, e parlare alla gente, in maniera diretta, semplice e comprensiva, spiegare in modo chiaro e convincente il valore del messaggio politico. In tal senso l’esempio di Manfredonia è emblematico: dei cinque candidati a questa competizione regionale, solo uno ha ritenuto di salire su un palco appositamente allestito, presentarsi pubblicamente e tenere un comizio politico, parlare ai suoi concittadini che nel corso del discorso sono andati aumentando attratti evidentemente dalle parole reali e concrete dell’oratore.
La dimostrazione che i comizi in piazza mantengono un impatto significativo: oltre che di considerazione dell’elettorato, la presenza fisica del candidato suscita il coinvolgimento dal vivo dell’elettorato non solo di quello meno digitalizzato a beneficio della comprensione dei temi in discussione al di là dell’interesse contingente politico.
Michele Apollonio

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