Schermature dei contenitori di rifiuti di esercizi pubblici, contenitori per il deposito delle deiezioni dei cani (da parte dei padroni): sono le

Schermature dei contenitori di rifiuti di esercizi pubblici, contenitori per il deposito delle deiezioni dei cani (da parte dei padroni): sono le ultime misure adottate dall’assessorato alla Sostenibilità, qualità della vita, per «incrementare il decoro urbano» spiega l’assessora Annarita Valentino. «Un doveroso segno di rispetto – soggiunge – verso la nostra comunità e verso chi viene a visitare Manfredonia o a soggiornarvi».
Quella dei contenitori di rifiuti, è una presenza che sconcia moltissimo. Fanno oscena mostra di sé praticamente ovunque nelle strade cittadine. A parte gli aspetti estetici sconci nel vedere (dato il loro forte impatto visivo è impossibile non notarli) la schiera colorata di bidoni dinanzi a bar, ristoranti e quant’altro, sono fonte di maleodoranti olezzi che aggravano l’immagine anche olfattiva della città.
Il provvedimento adottato dalla Giunta comunale, di schermare quei contenitori è finalizzato quanto meno a mitigare quegli inconvenienti. Sono previste trenta schermature fornite dall’Ase, l’Azienda servizi ecologici di Manfredonia che ha utilizzato un bando ANCI-Co.Re.Ve. (Associazione nazionale dei Comuni italiani e Consorzio di recupero vetro). Saranno date in comodato alle attività pubbliche ubicate nel centro storico per “nascondere” i bidoni destinati al recupero di vetro, plastica e metalli.
E nelle periferie? E’ auspicabile che quel provvedimento sia esteso anche nelle periferie dove «paghiamo le tasse come i colleghi del centro ma contrariamente a quelli guadagniamo molto meno» è l’osservazione avanzata dai commercianti di Monticchio, Scaloria, Croce e Siponto.
L’assessora Valentino nel contesto del discorso sul decoro cittadino, ha anche pensato alla deiezione dei cani che ormai se ne incontrano dappertutto dal momento che i proprietari non si curano di ottemperare alle disposizioni per la loro gestione che pur ci sono ma non vengono rispettate e nemmeno fatte rispettare da chi demandato a farlo.
«Sono stati installati – rivela l’assessora – settanta contenitori distribuiti nelle varie zone della città nella speranza che siano utilizzati per l’uso specifico indicato. Si differenziano da quelli destinati a raccogliere piccoli rifiuti occasionali sistemati per le strade e nelle piazze, spesso confusi purtroppo con i mastelli casalinghi, se non vandalizzati, con la conseguenza di aggiungere scempio a indecenza».
Supporti dal cui uso si evince il comportamento dei cittadini, di quelli beninteso, e sono una minoranza, che non si attengono a quelle regole elementari di civismo e che ritengono che la città sia una grande pattumiera da utilizzare a piacere o da imbrattare vergognosamente.
«Stiamo cercando – annota l’assessora Valentino – di imprimere alla città quell’indirizzo del buon fare per assicurare quel decoro urbano che è valore morale e sociale. Spesso ci troviamo difronte a comportamenti per i quali siamo stati costretti a ricorrere a strumenti di repressione come le fototrappole alle quali si aggiungeranno altri nuovi sistemi di lotta ai comportamenti sbagliati e fraudolenti. Non si tratta solo di decoro urbano e di immagine della città, ma anche e forse soprattutto di tutela della sicurezza e salute pubblica. In questo percorso grande ruolo hanno i cittadini con i loro comportamenti improntati a rispetto e cura di ogni componente la città, il territorio».
Il decoro urbano come mezzo che assicura funzionalità urbana, bellezza, dignità e ordine, e dunque la fruibilità degli spazi comuni, promuovendo il senso di appartenenza, responsabilità civica e coesione sociale tra i cittadini. Le città ben curate sono l’esito di una cultura civica che previene il degrado e promuove il rispetto dei beni comuni.
Michele Apollonio

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