Colf, badanti e baby sitter sempre più introvabili (almeno quelle referenziate e con contratti regolati che Inps è in grado di monitorare) e sempr

Colf, badanti e baby sitter sempre più introvabili (almeno quelle referenziate e con contratti regolati che Inps è in grado di monitorare) e sempre più costose per le tasche delle famiglie costrette ad avvalersi di lavoratori domestici.
Negli ultimi mesi, infatti, a livello nazionale la contrazione dei lavoratori domestici segna una riduzione di 23mila occupati rispetto all’anno precedente (sono 817.000 secondo Inps). Si tratta di una tendenza che, al netto della parentesi del 2020 (quando la regolarizzazione aveva fatto crescere il numero dei col laboratori e ridotto il tasso di irregolarità) conferma il calo occupazionale che caratterizza da anni il settore.Dal 4° Paper del Rapporto 2025 Family (Net) Work presentato nei giorni scorsi dall’Associazione sindacale nazionale dei datori di lavoro domestico (Assindatcolf) in collaborazione con la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, emerge anche che i contratti mostrano un andamento simile. A fronte di un andamento tendenzialmente crescente fino al 2019, c’è stata una diminuzione negli ultimi anni. Fenomeno che se in parte può essere ricondotto agli effetti della regolarizzazione, dall’altro risente di una pluralità di cause, tra cui le criticità legate al reclutamento e alla sostituzione di personale, le difficoltà economiche che le famiglie incontrano nel far fronte al costo dei servizi, in particolare di assistenza; non ultimo la ripresa dei fenomeni di irregolarità, in un contesto dove da sempre il peso del lavoro irregolare condiziona qualità e prospettive di evoluzione dei rapporti di lavoro.Nel 2024 si sono registrati 383.425 nuovi rapporti di lavoro domestico (13mila in Puglia e poco meno di 1.400 in Basilicata), un numero di poco superiore a quello delle cessazioni che sono state 382.611 (12.792 in Puglia e 1.429 in Basilicata). Ciò ha determinato un saldo di circa 800 contratti a livello nazionale (218 in Puglia e un saldo negativo di -36 in Basilicata), rtornato positivo dopo circa un triennio di segno negativo.A livello regionale, nel Tacco d’Italia il 56,1% (53,1% in Basilicata) dei nuovi contratti di lavoro ha riguardato le badanti, una componente che negli anni ha visto crescere il proprio peso, sia in termini di occupazione che di attivazione di nuovi rapporti: nel 2015 infatti era il 53,4% dei nuovi contratti a riguardare tale profilo.
I nuovi contratti da colf sono stati invece il 43,9% in Puglia.


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