Ai punti, verosimilmente, avrebbe vinto il Cerignola, anche se non con un consenso unanime. Lo 0-0 tra Cerignola e Foggia racconta molto di quello

Ai punti, verosimilmente, avrebbe vinto il Cerignola, anche se non con un consenso unanime. Lo 0-0 tra Cerignola e Foggia racconta molto di quello che sono ora le due formazioni, dei rispettivi pregi e delle criticità ancora da correggere. Meglio i padroni di casa, per la qualità della proposta offensiva e il complessivo numero di chance (reali e potenziali), ma non meno apprezzabile è stata la prestazione dei satanelli, che – va detto – pagavano in partenza un gap fisico-atletico e di conoscenza tattica. Può essere moderatamente soddisfatto mister Rossi, che porta a casa un punto che muove la classifica e dà fiducia nel percorso di crescita che la squadra ha intrapreso.
PRIMO TEMPO – Assente Cretella, Maiuri affida al ventunenne Moreso le chiavi della mediana. Al suo fianco, i due ex rossoneri Sainz Maza e Vitale. Palleggio, qualità e corsa. Davanti, la collaudata coppia Cuppone-Emmausso. Meno sorprese le regala Delio Rossi, che sulle corsie si affida a Morelli e Panico, mentre in avanti è sempre la coppia Bevilacqua-D’Amico a godere della titolarità. Che tra le due squadre ci sia ancora un gap notevole, lo si capisce ben presto. E si capisce ben presto quali saranno le zone di campo in cui la sceneggiatura può regalare i colpi di scena più interessanti. In particolare, è l’out destro dell’Audace (e sinistro del Foggia) a generare più situazioni: su quel versante Cuppone penetra in area dopo pochi secondi, trovando la provvidenziale uscita di Borbei. È solo l’inizio: l’asse Todisco-Russo-Vitale mette in seria difficoltà i dirimpettai rossoneri. Olivieri, dopo il positivo esordio col Latina, va in perenne affanno e il giallo rimediato per un fallo sullo scatenato Vitale, ne accentua le difficoltà. Come al 16’, quando cicca un intervento banale spianando la strada a Russo, che viene poi fermato dallo stesso difensore e dall’intervento di Borbei. Difficoltà che inducono Rossi a giocarsi uno slot già al 27’ con l’innesto di Rizzo. Meglio, molto meglio l’Audace, che quando trova le connessioni giuste con un palleggio pulito, arriva con relativa facilità dalle parti di Borbei. Fortuna, per i rossoneri, che Cuppone non trovi la zampata giusta.
Il Foggia vive di fiammate: davanti, i problemi sono ormai noti, anche se a Bevilacqua vanno concesse le giuste attenuanti, non ricevendo neanche un pallone anche solo vagamente giocabile. Così, tutto poggia sulle spalle di D’Amico, che si muove tanto su tutto il fronte d’attacco, nel tentativo di dispensare barlumi di qualità. Il Foggia al tiro ci arriva, ben tre volte lo specchio lo centra, ma le conclusioni (di Garofalo al 14’, di Petermann al 17’, e di Rizzo al 45’) sono tutte comode da neutralizzare per Greco.
SECONDO TEMPO – Dopo aver corretto la difesa, Rossi prova a cambiare qualcosa davanti lasciando Bevilacqua negli spogliatoi. Dentro Sylla, che non parte benissimo, ma poi cresce alla distanza, facendo quanto meno avvertire una maggiore presenza fisica dalla trequarti in su. Il Foggia parte anche meglio, come attestano le conclusioni di Petermann e Garofalo nei primissimi minuti, che qualche apprensione la creano. Al 4’, però, Rossi è costretto a spendere un altro cambio quando Castorri viene messo k.o. da un guaio muscolare. La risposta di Maiuri arriva poco prima del 60’, con gli innesti di Bianchini e Paolucci per Moreso e Maza. Il Foggia tiene il campo e prova a ribattere colpo su colpo, almeno finché la condizione assiste l’undici di Rossi. Non è un caso se negli ultimi venti minuti, la pressione dell’Audace si faccia più insistente. Borbei è salvifico su una deviazione sotto porta di Cuppone, miracolo che giunge pochi minuti dopo un’altra chance sciaguratamente sciupata da Emmausso (conclusione dal centro dell’area, alle stelle). E quando l’estremo difensore cicca l’uscita sugli sviluppi di un angolo, ci pensa Sylla a tenere inviolata la porta con un salvataggio provvidenziale sulla linea. Rossi si affida a Fossati e Winkelmann nell’ultimo segmento. I due non demeritano per impegno e lotta anche su ogni pallone. Saranno loro a confezionare l’ultima potenziale occasione, una punizione dal limite dell’area che Petermann spara sulla barriera. Nel lunghissimo recupero, di fatto, non si gioca più tra scaramucce e un Fvs chiamato dall’Audace, che non porta a nulla. Finisce 0-0.
Audace Cerignola-Foggia 0-0: il tabellino
AUDACE CERIGNOLA (3-5-2) Greco: Todisco, Martinelli, Visentin; Russo, Vitale, Moreso (13’st Paolucci), Sainz Maza (13’st Bianchini), D’Orazio (28’st Gambale); Cuppone, Emmausso (41’st Ruggiero). A disposizione: Fares, Iliev, Ntampizas, Gambale, Paolucci, Ballabile, Gasbarro, Spaltro, Ianzano, Labranca, Parlato. Allenatore: Maiuri
FOGGIA (3-5-2) Borbei; Buttaro, Staver, Olivieri (27’pt Rizzo); Morelli, Garofalo, Petermann, Castorri (4’st Oliva), Panico (25’st Winkelmann); Bevilacqua (1’st Sylla), D’Amico (25’st Fossati). A disposizione: Testa, Magro, Bignami; Minelli, Ilicic, Fossati, Agnelli, Castaldi, Pazienza, Pellegrino. Allenatore: Rossi
Arbitro: Frasynyak di Gallarate
Assistenti: Gentile di Isernia – Russo di Torre Annunziata
Quarto ufficiale: Di Reda di Molfetta
Ammoniti: Olivieri (F), Garofalo (F), Moreso (AC), Buttaro (F), Sylla (F), Martinelli (F), Visentin (AC), Petermann (F), Paolucci (AC), Cuppone (AC), Vitale (AC).

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