MONTE S. ANGELO/ ENTE PARCO: RAFFAELE DI MAURO VERSO LA PRESIDENZA. ATTIVATO L’ITER PER L’INTESA CON LA TERNA DEI NOMI: INSIEME ALL’ATTUALE COMMISSARIO ANCHE TIZIANA CASAVECCHIA E VINCENZO D’ERRICO

FORZA ITALIA “FESTEGGIA”, LA LEGA ABBOZZA Attivato l’iter per la nomina del sesto presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano: lo scorso 6

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FORZA ITALIA “FESTEGGIA”, LA LEGA ABBOZZA

Attivato l’iter per la nomina del sesto presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano: lo scorso 6 agosto (ad un anno esatto dalla scadenza dell’ultimo mandato quinquennale) da Roma è partita la missiva a firma del ministro Gilberto Pichetto Fratin all’indirizzo di Michele Emiliano a Bari contenente la terna dei nomi, in linea con quanto previsto dalla normativa vigente, per la nomina del nuovo presidente dell’area protetta: oltre all’attuale commissario Raffaele di Mauro (Foggia) ci sono anche i nomi di Tiziana Casavecchia (Vico del Gargano) e Vincenzo D’Errico (Rodi Garganico).

CHI SONO I TRE DELLA TERNA: Vincenzo D’Errico è un imprenditore turistico di Rodi Garganico, mentre Tiziana Casavecchia ha un passato politico in Forza Italia al Comune di Vico del Gargano (lei è di Sannicandro Garganico), dove ha ricoperto l’incarico di vice sindaco ai tempi di Michele Sementino primo cittadino. Il terzo è appunto Raffaele Di Mauro (il prescelto, attuale commissario per sei mesi, a partire dal 15 luglio scorso) esponente di primo piano degli azzurri a livello provinciale, vicinissimo a Mauro D’Attis, coordinatore regionale di FI (quest’ultimo in ottimi rapporti con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin) e al plenipotenziario azzurro sul Gargano l’onorevole Giandiego Gatta (già presidente dell’ente Parco dal 2004 al 2010).

ACCELERATA PER LA NOMINA DEL PRESIDENTE. IL TERMINE DEI 30 GIORNI PREVISTI SCADE IL PROSSIMO 6 SETTEMBRE

Recita infatti l’articolo 9 comma 3 della legge 394 del1991 che “….Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con i presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, nell’ambito di una terna proposta dal Ministro e composta da soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Entro trenta giorni dalla ricezione della proposta, i presidenti delle regioni interessate esprimono l’intesa su uno dei candidati proposti. Decorso il suddetto termine senza che sia raggiunta l’intesa con i presidenti delle regioni interessate, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, provvede alla nomina del Presidente, scegliendo tra i nomi compresi nella terna.

In sintesi se tutto dovesse filare liscio, Raffaele Di Mauro entro la fine dell’anno sarà “incoronato” quale sesto presidente della trentennale storia dell’ente Parco nazionale del Gargano dopo Petrilli, Fusilli, Gatta, Pecorella e Pazienza.

L’iter per l’intesa scattato ufficialmente lo scorso 6 agosto (che deve essere necessariamente contestuale alla nomina del commissario) è stata varato nell’immediatezza dell’annunciato ricorso di Michele Emiliano all’Avvocatura Generale dello Statopoiché paventava il mancato rispetto delle prerogative regionali sulle nomine a commissario del Parco dell’Alta Murgia di Nicola Loizzo in quota Fratelli d’Italia e di Di Mauro al Gargano.

Con l’avvio dell’iter è stato in sostanza fissato in proiezione il futuro che attende il Parco del Gargano a Monte Sant’Angelo. Un futuro targato Forza Italia con la faccia (garbata) di Raffele Di Mauro da Foggia (ma con origini montanare).

IL FLOP DELLA LEGA E DI MATTEO SALVINI

Se Fratelli d’Italia (Nicola Loizzo commissario all’Alta Murgia) e Forza Italia (Di Mauro al Gargano) “festeggiano” perché hanno fatto man bassa dei due parchi nazionali in Puglia (una operazione politica che porterà innegabili vantaggi elettorali ai due partiti alle imminenti elezioni Regionali del prossimo autunno) viceversa, in casa Lega “si piange – come suol dirsi- il morto” dopo la figuraccia fatta rimediare al “capitano” sull’argomento. Come si ricorderà era l’inizio di giugno scorso quando Matteo Salvini arrivò a Foggia in pompa magnaper annunciare che la presidenza del Parco Nazionale del Gargano era in quota del suo partito. Infatti alla precisa domanda di una giornalista “il Parco del Gargano è in quota LEGA o Forza Italia?”, davanti a tutta la stampa della Capitanata il Ministro rispose in modo secco: “in quota LEGA! In quota Lega” e continuò precisando “che cercheremo di mettere le persone migliori al posto giusto al momento giusto!”

E invece per tutta risposta in data 22 luglio al protocollo di Monte Sant’Angelo dell’ente Parco è arrivata la nomina -con effetto retroattivo al 15 luglio -a commissario straordinario del forzista foggiano. Tutto il contrario quindi – né in quota LEGA e né del Gargano – di quanto assicurato con grande sicumera da Matteo Salvini non più tardi di due mesi fa. Una doccia fredda che ha scatenato rabbia e delusione nel mondo leghista di Capitanata a soli settanta giorni dalle elezioni regionali, ormai alle porte.

Una batosta da annichilire finanche un bisonte, figuriamoci un partito che è passato dal 34,2% (europee del 2019) all’8,97% (politiche del 2022) perdendo quasi sette milioni di voti in tre anni e che appare sempre più in difficoltà nell’altalenante rapporto con gli elettori.

francesco trotta

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