Oggi, 13 Agosto 1380, a Manfredonia muore Vettor Pisani: il grande generale che guidò la flotta veneziana alla vittoria nella Guerra di Chioggia

Vettor Pisani, o Vittore Pisani (Venezia, 1324 – Manfredonia, 13 agosto 1380), è stato un ammiraglio italiano, capitano generale della flotta vene

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Vettor Pisani, o Vittore Pisani (Venezia, 1324 – Manfredonia, 13 agosto 1380), è stato un ammiraglio italiano, capitano generale della flotta veneziana, che egli guidò nella guerra di Chioggia del 1379-1381, portando i veneziani alla firma di una Pace.Morì a Manfredonia il 13 agosto del 1380, stroncato dalla malaria durante una campagna navale contro i genovesi, a pochi mesi dalla fine della guerra di Chioggia.

Nel 1378, incaricato di sconfiggere le flotte genovesi che avevano aperto le ostilità contro la città lagunare, vinse ad Azio una flotta comandata da Luigi Fieschi il 30 maggio 1378, ma poi, costretto a tornare in Adriatico dall’arrivo della flotta di Luciano Doria, venne pesantemente sconfitto il 7 maggio 1379 e, tradotto in città in catene, condannato a un anno di carcere per incuria e codardia.[3] Per avere abbandonato la flotta ormai prossima alla sconfitta, gli Avogadori proposero la pena di morte; invece il doge Andrea Contarini si limitò a richiedere una modesta pena pecuniaria. Si decise allora per una condanna a sei mesi e all’esclusione dalla cariche pubbliche.

Giovanni Battista Tiepolo, Apoteosi dell’Ammiraglio Vettor Pisani, c. 1743.
I genovesi, che ora avevano conquistato numerose isole della laguna veneziana, oltre a Chioggia, e minacciavano la stessa Venezia, si facevano sempre più vicini. Il governo veneziano, prostrato e disperato, nominò Taddeo Giustinian a capo della flotta ma, in seguito alla rivolta e ai malumori del popolo, decise, cosa quasi senza precedenti, di ritornare sulle sue decisioni.

Liberato già il 18 agosto grazie alla viva richiesta del popolo, Pisani riprese subito il comando.

Si dice che un suo sottoposto, che si trovava al suo fianco al momento della sua liberazione, con la folla che lo acclamava, gli avesse proposto di abbattere la Signoria e dichiararsi signore di Venezia; Pisani lo colpì con un pugno e lo fece arrestare.

Subito si misero in mare quaranta nuove galee ed egli riprese una durissima battaglia contro i nemici, che lo portò, il 22 dicembre dello stesso anno, grazie a una maggiore conoscenza dei canali della laguna, a tagliare fuori dal resto della flotta la città di Chioggia con i suoi oltre 7000 difensori genovesi. Il periodo 22 dicembre 1379 – 1º gennaio 1380 fu uno dei più difficili della sua vita, visto che il debole assedio rischiò più volte d’essere spezzato dalle preponderanti forze nemiche, ma infine, il 1º gennaio 1380, giunse la flotta di Carlo Zeno, che scacciò i genovesi e condannò gli assediati.

L’assedio della Torre delle Bebbe proseguì per altri sei mesi, nei quali, secondo le cronache, Pisani dovette più volte fare ricorso alla sua capacità di comando, visto che dovette reprimere una rivolta delle sue stesse truppe, sobillate dal traditore Roberto da Recanati, spia al soldo dei genovesi. Il 24 giugno 1380 la città cadde e Pisani decise di riprendere il largo con la flotta per allontanare la minaccia dalle zone propinque a Venezia. Durante una delle sue tante incursioni, s’ammalò di febbri malariche e morì nella notte tra il 13 e il 14 agosto 1380.

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