L’estate è finalmente arrivata e c’è già chi sta pregustando ferie e vacanze. Una buona fetta degli italiani trascorrerà la bella stagione in patr

L’estate è finalmente arrivata e c’è già chi sta pregustando ferie e vacanze. Una buona fetta degli italiani trascorrerà la bella stagione in patria, prediligendo queste regioni in particolare. Non c’è neanche bisogno di dirlo ma si tratta di destinazioni particolarmente rinomate per le loro spiagge e per il loro mare.
A scattare una fotografia delle preferenze dei viaggiatori è il Centro Studi di Conflavoro, che sottolinea una crescita nei numeri su scala nazionale. Sono ben 268 milioni le presenze stimate, in aumento del 2,1% se confrontate con quelle dello scorso anno. Ma, come riporta la redazione de La Nuova Sardegna, la vera sorpresa è nella spesa complessiva. Sì perché si registra un vero e proprio salto, per l’estate 2025 si arriverà a 71,8 miliardi di euro, ovvero il 12,3% in più rispetto al 2024.
Come abbiamo già accennato in apertura, parte della popolazione passerà le vacanze in Italia, secondo l’indagine la percentuale si aggira attorno al 2,3%. Questi preferiranno alcune regioni rispetto ad altre. In vetta, tra le più popolari, c’è la Puglia, con il 15,8% delle presenze, seguita al secondo posto dalla Sicilia, con il 14,7% e, sul gradino più basso del podio, la Toscana, con il 13,2% – per chi sceglierà la Toscana, queste sono le spiagge più belle da esplorare.
Sicuramente la regione dei due mari, sempre bella ed affascinante, si avvantaggia dell’aumento dei costi dei voli aerei per le isole maggiori. Ma l’aumento del turismo non è stato seguito da un miglioramento dei servizi, come trasporti e sopratutto, della pulizia di strade e spiagge, sempre più sporche, nonostante gli sforzi della regione.
I prezzi inoltre sono saliti alle stelle tra alloggi costosissimi e ristoranti salati, a differenza di qualche anno fa dove tutto era più economico o quantomeno equilibrato.
Fuori dalla top tre, invece, troviamo la Sardegna, scelta dall’11,8% dei viaggiatori, la Campania, scelta dal 9,3% e, a pari merito, per l’8% delle presenze complessive, Liguria, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige. Per quanto riguarda, invece, le mete fuori dai confini nazionali, spiccano: la Spagna, per il 22,3% delle presenze, la Grecia, per il 18,7%, la Francia, per il 9,8% e il Portogallo, per il 7,3%. Da segnalare un incremento sensibile sui viaggi a lungo raggio: il Giappone segna un +18,7%, gli USA un +15,3% e la Thailandia un +14,2%.
Ma che tipo di viaggi organizzeranno gli italiani? Innanzitutto, si evidenzia un aumento del 18,3% nelle prenotazioni di camere di categoria superiore, oltre che delle esperienze gastronomiche di alto livello (con un +22,7%). In forte crescita soprattutto i servizi personalizzati, addirittura del 27,5%, come ad esempio i tour privati o le guide locali. Insomma, si va alla ricerca dell’autenticità senza però rinunciare al comfort e alla conoscenza.
I pernottamenti saranno più corti rispetto a quelli dei turisti stranieri, in media gli italiani trascorreranno fuori 7,3 notti (rispetto alle 8,5 notti degli stranieri). I secondi saranno di più in numero, circa 35,5 milioni, il 51,6% – gli italiani saranno circa 30 milioni, il 48,4% – e saranno disposti a spendere di più (la spesa complessiva è di 71,8 miliardi) e.
Più di qualcuno, invece, si lascerà frenare dai costi più alti, che salgono sia per i trasporti (+6,2%) sia per l’alloggio (+5,8%), oltre che per la ristorazione (+4,3%)


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