Di Tari in peggio

«ABBIAMO scoperto che alcuni Paladini, Paladini Paladini, degli eventi, vai a vedere e scopri che da cinque anni non pagano» la sconcertante rivel

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«ABBIAMO scoperto che alcuni Paladini, Paladini Paladini, degli eventi, vai a vedere e scopri che da cinque anni non pagano» la sconcertante rivelazione l’ha resa il sindaco Domenico La Marca nel corso di un accorato intervento in consiglio comunale dedicato alla TARI e non solo. Una rivelazione, ripetuta e evidenziata, che fa scalpore, ma non sorpresa. Va anzi a confermare clamorosamente quello che ormai è più che assodato: la dilagante evasione fiscale. Una delle cause che costringono i responsabili della finanza pubblica a riversare sui contribuenti leali e onesti, quella parte di tributi che rimangono nascosti, non versati da altri “contribuenti” sleali. Tra questi e dunque non solo, la tassa sui rifiuti urbani, la TARI per l’appunto, lievitata in continuo eppertanto contestatissima da quanti hanno avuto la bolletta di pagamento del tributo comunale.
BOLLETTE che presentano una serie impressionante di errori, omissioni e deviazioni, talvolta anche marchiani, che hanno ulteriormente fatto infuriare i destinatari dell’Avviso bonario TARI 2025. Ne ha approfittato la politica, quella di opposizione all’amministrazione comunale eletta, che ha inscenato, una sequela di rimostranze, dalle drammatizzanti alle ragionate, con il facile coinvolgimento della gente che la “protesta Tari” l’ha adottata come valvola di sfogo all’esasperazione conseguente alla pressione, al limite della sopportazione, di tutta la serie di aumenti che gravano sulle famiglie: dalle bollette della luce e del gas, ai carburanti e a tutti quei prodotti facenti parte del cosiddetto “carrello della spesa”, indispensabili alla vita quotidiana delle famiglie. Aspetti che naturalmente non sono stati neanche sfiorati, tutto pare faccia capo alla TARI.
CHE naturalmente si presta a oggettive polemiche. Come è stato rilevato anche da parte del governo comunale in carica, la Tari di oggi è la risultante di una somma di malagestione di un settore storicamente ritenuto un feudo degli amministratori di turno eppertanto amministrato non già coni i dovuti criteri economici, bensì con “esigenze” politiche. Hanno fatto scalpore il via-vai di Amministratori unici nominati da un sindaco del passato, fino ai tre Amministratori nominati da altro sindaco, in sostituzione di quello arrivato per concorso. Ma sono solo alcuni esempi. C’è di tutto e di più che si è riversato sull’entità del tributo. Addirittura, lo ha confermato lo stesso sindaco, ci sarebbero, commessi negli anni passati, errori di inversioni di numeri che hanno determinato, per esempio, a parità di situazioni oggettive, a chi un aumento e a chi una diminuzione del tributo da versare.
AL DI LA’ delle contestazioni, delle strumentalizzazioni, delle speculazioni, c’è da affrontare, e possibilmente risolvere, il problema dalle radici. «La Democrazia – ha detto tra l’altro il sindaco – dà anche la possibilità a qualcuno di urlare: ma quando si urla non si ascolta perché Democrazia è confronto che richiede grande senso di responsabilità». Rilevato che «le tariffe applicate nel 2025 sono quelle validate in precedenza» La Marca ha annunciato che sono in corso le verifiche necessarie. L’Ufficio tributi è un altro punto interrogativo da chiarire. «Andremo fino in fondo e nel momento in cui – ha affermato – avremo delle certezze porteremo tutta la documentazione in Procura. Chi avrà responsabilità pagherà perché non è giusto che a prendere gli schiaffi siamo noi».
IL NODO di fondo da sciogliere è l’Ase. «Questo servizio – rileva il sindaco – ci costa dodici milioni e otto: troppo. Ci sono voci di spesa del passato esagerate che vanno pertanto ridimensionate. Il costo dell’Ase deve diminuire se vogliamo abbassare le bollette che vanno pagate da tutti». Problema connesso è quello del “ciclo dei rifiuti” in provincia di Foggia «che ci costringe a pagare tariffe alte» rileva La Marca che ha esortato alla «collaborazione unitaria per risolvere un problema fondamentale nel quale siamo tutti coinvolti»
Michele Apollonio

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