Sant’Alberto fa il miracolo: pioggia nel giorno del patrono a Pietramontecorvino

Sant’Alberto è il patrono di Pietramontecorvino ma è anche il santo da invocare per la pioggia. E quest’anno il miracolo è avvenuto: tanta pioggia

Gallerie di Mattinata l Anas rinvia la chiusura
DIGA OCCHITO: SETTANTA MILIONI DI METRI CUBI DI ACQUA IN TRE GIORNI
Presenza persistente di cinghiali sul territorio

Monti Dauni, NEWS ON LINE » Per la pioggia a Pietramontecorvino s'invoca  Sant'Alberto

Sant’Alberto è il patrono di Pietramontecorvino ma è anche il santo da invocare per la pioggia. E quest’anno il miracolo è avvenuto: tanta pioggia proprio nel giorno della sua ricorrenza, tanto da convincere don Gaetano Schiraldi, parroco del paese, a rinviare di un giorno il pellegrinaggio. Dal 1889, ogni anno gli abitanti di Pietramontecorvino si recano in processione percorrendo all’andata e al ritorno i 7 chilometri che separano il paese dall’antico Castrum medievale e sito archeologico di Montecorvino. Lo fanno per onorare il patrono Sant’Alberto Normanno che, 136 anni fa, dopo mesi e mesi di disperante arsura e mancanza di precipitazioni, compì il miracolo della pioggia, dissetando i campi inariditi dalla siccità.

Centinaia di persone sono precedute da altissimi pali, si tratta di fusti d’albero addobbati con fazzoletti variopinti che vengono portati a braccia, eretti, con l’aiuto di lunghe funi. Il pellegrinaggio diventa una carovana di colori che, grazie all’altezza e al corredo di scialli dei pali, rende visibile il suo incedere anche a molti chilometri di distanza. Nel mezzo, tra i pali e il popolo dei fedeli, c’è la statua del santo che unisce tre paesi: all’evento partecipano gruppi di fedeli provenienti da Motta Montecorvino, Volturino, Pietramontecorvino.
“Un rito – spiega don Gaetano – che affonda le radici nel lontano 1889 quando due donne del popolo sognarono S. Alberto il quale chiedeva alle donne di rivolgersi al parroco e di esprimere il desiderio di tornare nella città di Montecorvino. All’epoca c’era una grande siccità e il grano stava seccando. Il parroco fissò il pellegrinaggio il 16 maggio del 1889, al ritorno, appena la gente entrò in chiesa iniziò a piovere”. E di questi tempi, con la Capitanata a secco, ben venga Sant’Alberto.
saverio serlega

COMMENTI

WORDPRESS: 0