Il toto-nomi si trascina ormai da mesi e il centrodestra sembra tirarla per le lunghe, ma sarebbe maturata quantomeno una certezza: la presidenza

Il toto-nomi si trascina ormai da mesi e il centrodestra sembra tirarla per le lunghe, ma sarebbe maturata quantomeno una certezza: la presidenza dell’Ente Parco nazionale del Gargano andrà in quota Forza Italia. Il primo partito della coalizione ha fatto un passo di lato.
A stretto giro, si dovrebbe chiudere la partita. La questione Parchi sarebbe sostanzialmente definita, per quanto le nomine procedano a rilento. Basti pensare che il mandato di Pasquale Pazienza è scaduto il 7 agosto scorso e fino a marzo opera in regime di proroga.
Raffaele Di Mauro, 42 anni, è avvocato e funzionario direttivo del Consorzio per la bonifica della Capitanata nel settore Legale e Contenzioso. Dal 2002 ha militato sempre nello stesso partito, fino a diventare commissario provinciale nel 2015.
L’accordo politico sarebbe ormai cristallizzato: l’indicazione tocca a Forza Italia e a Fratelli d’Italia spetterebbero, per compensazione, un componente del Consiglio direttivo e un posto in Consiglio comunale. Raffaele Di Mauro, infatti, rassegnerebbe le dimissioni da consigliere, favorendo l’ingresso di Salvatore De Martino, primo dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia.
Il presidente dell’Ente Parco nazionale del Gargano viene nominato con decreto del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, oggi Gilberto Pichetto Fratin, anche lui di Forza Italia. È lui a proporre una terna.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sarà chiamato a esprimere intesa sulla nomina, una formalità, e dovranno esprimere il proprio parere sulla proposta di nomina trasmessa dal ministro anche le commissioni Ambiente di Senato e Camera.
L’incarico ha durata di cinque anni. Indennità, gettoni di presenza e rimborsi spese sono a carico dei fondi previsti nel bilancio di previsione dell’ente Parco. Recentemente, l’ente, con il benestare del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero dell’Ambiente, ha provveduto alla revisione dei compensi spettanti agli organi di amministrazione e controllo fissando in 42.000 euro annui il compenso per il presidente.

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