Usura ed estorsione a Foggia. Arrestato il killer di Renzullo

  I Carabinieri e la  Polizia di Foggia hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare emesse del Gip presso il locale Tribunale n

IL COORDINAMENTO NAZIONALE DOCENTI DELLA DISCIPLINA DEI DIRITTI UMANI ESPRIME PROFONDA INQUIETUDINE PER IL GRAVE EPISODIO DI VIOLENZA VERIFICATOSI A BORDO DEL TRENO REGIONALE FOGGIA–BARI, DOVE UNO STUDENTE UNIVERSITARIO DI 24 ANNI È STATO AGGREDITO CON CALCI E PUGNI DA UN GRUPPO DI GIOVANI, IN GRAN PARTE MINORENNI.
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I Carabinieri e la  Polizia di Foggia hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare emesse del Gip presso il locale Tribunale nei confronti di quattro persone indiziate di reati di estorsione e usura.

Secondo le indagini condotte sinergicamente dalla Compagnia Carabinieri di Foggia e dagli agenti della squadra mobile della questura sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia. Il giovane ALESSIO MARINO 212nn2 indiziato dell omicidio del cognato. Alessandro Ronzullo, avvenuto lo scorso 27 ottobre, avrebbe, nei precedenti mesi di febbraio e marzo 2023, preteso da un 31enne del luogo la restituzione, con interessi usurai, di un debito maturato per la compravendita di sostanza stupefacente. Lo stesso, da marzo a novembre di quest’anno e fino alla data del suo arresto, avrebbe pesantemente minacciato la vittima di ritorsioni – con la complicità di ulteriori tre persone appartenenti al suo nucleo familiare, che avrebbero operato anche nei giorni successivi alla sua carcerazione –, intimandogli l’immediata corresponsione di tutto il denaro preteso, comprensivo degli interessi usurai calcolati con un tasso del 116%.

Degli arrestati, tre sono stati destinatari della custodia cautelare in carcere e uno degli arresti domiciliari.

“Il procedimento – riporta una nota divulgata dalle forze dell’ordine – si trova nella fase delle indagini preliminari. Al momento l’autorità giudiziaria ha ritenuto la sussistenza di un quadro indiziario grave, relativo alla commissione dei summenzionati reati, tale da ritenere necessaria l’applicazione della misura. Tuttavia, va precisato che gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino alla sentenza di condanna definitiva”.

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