«Senza il gas russo l’Italia in tilt», parla il presidente di NE-Nomisma Energia

E se la Russia – rubli o non rubli - decidesse davvero di chiudere i rubinetti del gas? Quella di Putin è una provocazione che fa parte della sua stra

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«Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio Redazione online Redazione online «Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio Il legale Gianfranco Di Sabato ha ricevuto minacce di morte da due persone che si sono introdotte nel suo studio. Ha presentato denuncia Mercoledì 01 Ottobre 2025, 20:17 20:24 1 min L’avvocato Gianfranco Di Sabato, di Manfredonia, ha ricevuto minacce di morte gravissime, estese anche alla sua famiglia, da due persone che si sono introdotte nel suo studio e gli hanno intimato di rinunciare all’incarico avuto da alcune persone per l’acquisto di un’abitazione. «Non sai contro chi ti stai mettendo», gli avrebbero detto. L’avvocato ha presentato al Commissariato di Polizia di Manfredonia una denuncia-querela nei confronti degli autori. Immediata la solidarietà del presidente dell’Ordine degli avvocati di Foggia, Gianluca Ursitti. «Voglio esprimere la vicinanza dell’Ordine degli Avvocati di Foggia e mia personale, all’avvocato Gianfranco Di Sabato per le pesantissime intimidazioni ricevute nell’esercizio del suo mandato. Si tratta di un episodio gravissimo, che non può restare impunito. Ci auguriamo che i responsabili di questo gesto volgare e criminale vengano individuati in tempi rapidi e puniti con la massima severità. È necessario che sia chiaro a tutti: gli avvocati non possono né devono arretrare di fronte a simili atteggiamenti incivili. Saremo sempre al fianco del collega e di ogni professionista che dovesse subire minacce». Le minacce di morte sono state fatte – a quanto si apprende – da una donna di circa 60/65 anni che si è presentata nello studio del legale a nome di due fratelli. «Non sai contro chi ti sei messo. Se vai dai carabinieri sei morto», avrebbe detto al professionista intimandogli di rinunciare all’incarico. © RIPRODUZIONE RISERVATA Segui anche da questo articolo: MINACCE DI MORTE , AVVOCATO GIANFRANCO DI SABATO TROVA NEWS INTORNO A TEPosizione inserisci la città Recupera la tua posizione Raggio Distanza 10cerca tutti i contenutiAbbonati a La Gazzetta del Mezzogiorno Foggia «Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio «Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio Foggia, podcast sulla Costituzione sarà realizzato dai detenuti del carcere Foggia, podcast sulla Costituzione sarà realizzato dai detenuti del carcere Lucera, scritte razziste e una svastica sul muro di un esercizio commerciale: la rabbia del sindaco Lucera, scritte razziste e una svastica sul muro di un esercizio commerciale: la rabbia del sindaco Società Foggiana, guerra tra i clan: via al nono processo Società Foggiana, guerra tra i clan: via al nono processo Foggia, rissa tra stranieri al quartiere Ferrovia: uomo accoltellato Foggia, rissa tra stranieri al quartiere Ferrovia: uomo accoltellato Dietro il duplice omicidio di Apricena uno scontro per il mercato della droga. La Dda: «Atto emblematico della mafia» Dietro il duplice omicidio di Apricena uno scontro per il mercato della droga. La Dda: «Atto emblematico della mafia» Incidente all’uscita A14 a Foggia: scontro frontale tra due auto Incidente all’uscita A14 a Foggia: scontro frontale tra due auto Ischitella, nella notte un ordigno esplode davanti ad un bar, danneggiando saracinesca: nessun ferito Ischitella, nella notte un ordigno esplode davanti ad un bar e danneggia la saracinesca: nessun ferito Comuni post-scioglimento, il presidente Anac a Foggia: «Prevenire la corruzione è fondamentale» Comuni post-scioglimento, il presidente Anac a Foggia: «Prevenire la corruzione è fondamentale» leggi tutte le ultime news in archivio
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E se la Russia – rubli o non rubli – decidesse davvero di chiudere i rubinetti del gas? Quella di Putin è una provocazione che fa parte della sua strategia o una reale intenzione?

L’Italia e l’Europa si stanno preparando al peggio, a uno scenario di razionamento dell’energia, ma c’è chi, come Michele Marsiglia, presidente FederPetroli Italia, crede che il nostro Paese possa in qualche modo fronteggiare l’ipotesi del blocco di Mosca giocandosi i jolly di Africa e Medio Oriente. In altre parole, sfruttare l’appeal internazionale dell’Eni – diventata una delle prime compagnie petrolifere a livello mondiale e che, tra l’altro, possiede pozzi proprio nel continente africano – per stringere accordi con altre nazioni (Angola, Congo, Nigeria, Mozambico) così come già fatto con Algeria e Libia.

Decisamente meno ottimista Davide Tabarelli, presidente e fondatore di NE-Nomisma Energia, società di ricerca sull’energia e l’ambiente: «Difficilissimo fare a meno del gas russo. Sarebbe inevitabile razionare l’energia come se fossimo coinvolti direttamente in una guerra».

Significa che potremmo restare al buio e al freddo?

«Le abitazioni sarebbero le ultime a essere intaccate: si taglia prima l’industria, poi i servizi e infine si predisporrebbero piani per interruzioni a macchia di leopardo».

Ma non potremmo rivolgerci ad altri fornitori?

«La verità è che nel mondo c’è tanto gas sotto terra, ma ci vogliono anni per canalizzarlo e poterlo utilizzare. È necessario costruire impianti».

Quanto gas importiamo esattamente dalla Russia?

«Circa 29 miliardi di metri cubi su un totale di 73 che il nostro Paese importa ogni anno. Ne consumiamo oltre 76 miliardi. Le intese con Algeria, Libia o con altri Paesi africani coprirebbero solo una minima parte di quei 29 miliardi di metri cubi provenienti dalla Russia».

C’è la corsa a riprendere ogni discorso sui rigassificatori, per esempio quello di Porto Empedocle. E si punta ad accelerare anche sulle rinnovabili. Sarebbe sufficiente focalizzarci su questi due tasselli del mosaico energetico nazionale per metterci al riparo?

«Ci vogliono anni per portare a termine questi progetti, ma anche se fossimo a pieno regime su rinnovabili, riutilizzo del carbone, ricorso all’olio combustibile non riusciremmo a coprire più di 10 miliardi di metri cubi dei 29 in arrivo dal canale russo».

Gli Stati Uniti hanno promesso di inviarci navi con il gas naturale liquefatto…

«Sì, è vero ma a parte i costi, i tempi e l’impatto ambientale, parliamo di 15 miliardi di metri cubi per tutta l’Europa che, complessivamente, ne importa 155 miliardi. È evidente che si tratta di piccoli numeri. Tutto il carico americano, se fosse destinato solo all’Italia, coprirebbe solo la metà del gas russo».

Insomma, l’Italia sembra il Paese più esposto al rischio black-out energetico…

«È così. Abbiamo una dipendenza del gas russo per il 40 per cento dei nostri consumi. In Germania il dato è del 60 per cento, ma il gas sul territorio tedesco conta meno nel bilancio energetico (25 per cento contro il 37 dell’Italia)».

In questo contesto quale ruolo potrebbe giocare la Basilicata con i suoi giacimenti petroliferi?

«La produzione di petrolio nella valle dell’Agri, dove opera l’Eni, potrebbe essere incrementata dagli attuali 48mila barili al giorno a 120mila. Insieme al petrolio c’è il gas: se ne produce 1 miliardo di metri cubi all’anno. Con il raddoppio di greggio arriveremmo a 2 miliardi. La stessa cosa si potrebbe fare a Tempa Rossa con la Total, ma entrambi gli impianti dovrebbero essere adeguati al surplus di produzione e ci vorrebbero almeno un paio d’anni. Oltre, naturalmente, a tutto l’aspetto che riguarda le normative vigenti e gli iter autorizzativi. La Basilicata ha grandi potenzialità anche per quanto riguarda l’acqua, con l’utilizzo di invasi per la produzione di energia elettrica: andrebbero, però, creati impianti per gli stoccaggi e gli accumuli».

Accanto alla minaccia russa di bloccare il flusso di gas potrebbe prendere corpo l’idea di intensificare le sanzioni al punto da decidere noi di fermare le importazioni…

«Penso che Putin non abbia intenzione di chiudere i rubinetti. Ma se lo facciamo noi dobbiamo sapere a cosa andiamo incontro. Gli Stati Uniti possono fare tranquillamente a meno del gas russo, l’Europa (e l’Italia in primis) no».

«Senza il gas russo l'Italia in tilt», parla il presidente di NE-Nomisma Energia

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