Turismo, albergatori costretti a licenziare dopo lo stop alla cig covid

Gli albergatori italiani sono sempre più in crisi e dopo la mancata proroga della cassaintegrazione hanno iniziato a licenziare già da questo mese di

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Il tasso di disoccupazione femminile, accanto a quella giovanile, è una delle criticità principali per la ripresa economica dell’Italia e della provincia di Foggia. Per questo sostenere lo sviluppo, il consolidamento e l’innovazione delle imprese femminili è una delle priorità della Camera di Commercio di Foggia. In questa direzione la Giunta camerale, in continuità con la strategia avviata negli anni precedenti, su proposta del Comitato Imprenditoria Femminile, ha deciso di incrementare ulteriormente la percentuale di premialità da riconoscere alle imprese a conduzione femminile che parteciperanno ai bandi finanziati con l’incremento del 20% del diritto annuale. Le 5 linee d’intervento dei bandi sono: Punto Impresa Digitale, Turismo, Internazionalizzazione, Prevenzione Crisi d’Impresa, Formazione Lavoro. La premialità in favore delle imprese femminili, decisa dalla Giunta della Camera di Commercio per il 2022, sarà del 15%. Unica tra le Camere di Commercio italiane nel 2020 a prevedere la premialità del 5%, poi incrementata al 10% nel 2021, la Camera di Commercio di Foggia ha confermato il suo impegno anche alla luce dei più che positivi risultati raggiunti lo scorso anno. I dettagli operativi con le indicazioni delle date a partire dalle quali sarà possibile presentare le istanze di partecipazione saranno pubblicate a breve sul sito camerale; inoltre saranno organizzati momenti di incontro per eventuali approfondimenti. “Sostenere l’imprenditoria femminile – ha affermato il Presidente della Ccia Damiano Gelsomino – è uno dei modi per rispondere alle criticità di sistema emerse e significa sostenere lo sviluppo complessivo del nostro territorio. Le risposte ottenute confermano che tre anni fa avevamo individuato la strada giusta e che è importante continuare lungo questa strada. Per questo abbiamo inteso triplicare la premialità in soli tre anni” “Ringrazio il Presidente e la Giunta della Camera di Commercio di Foggia a partire da Lucia La Torre – ha affermato la Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile, Daniela Eronia – per aver accolto la nostra proposta di incrementare la premialità per l’imprenditoria femminile. È un’iniziativa importante, giusta ed intelligente, confermata e migliorata in una prospettiva economica perché investe su quel potenziale femminile su cui bisogna continuare ad applicare un “lente di genere”.

Gli albergatori italiani sono sempre più in crisi e dopo la mancata proroga della cassaintegrazione hanno iniziato a licenziare già da questo mese di gennaio. Fino a ieri qualche aspettativa era ancora riposta, dopo le reiterate richieste, ma il Consiglio dei Ministri che ha varato il dl Sostegni ter ha spento ogni speranza. “I licenziamenti sono già partiti. Nei primi venti giorni del 2022 siamo venuti a conoscenza diretta di oltre 300 casi di dipendenti degli alberghi italiani che hanno ricevuto la lettera di licenziamento” riferisce Nicola Scolamacchia, vice presidente vicario di Assohotel Confesercenti. “Le imprese del comparto alberghiero stanno cercando in tutti i modi di tenere personale prezioso per garantire servizi di qualità, aspettando provvedimenti da parte del Governo. Purtroppo, non è arrivata la proroga della Cassa Covid-19 e le misure proposte sul fronte degli ammortizzatori sociali sono assolutamente insufficienti per arginare la crisi che sta nuovamente travolgendo l’intero sistema ricettivo. Chi ha licenziato non ha avuto alternative, tra la ripartenza dei mutui, la pressione delle banche e le stanze vuote”.

Anche per Confindustria Alberghi “i licenziamenti saranno inevitabili visto che siamo chiusi per covid e non abbiamo la possibilità di accedere alla cassa integrazione covid. La decisione di non averla prorogata è grave e lascia una grande amarezza” afferma il presidente di Confindustria Alberghi Maria Carmela Colaiacovo, commentando con l’Adnkronos le misure adottate dal governo. “Molte strutture attualmente chiuse per mancanza di turismo – e sono tante – hanno usufruito sino al 31 dicembre della cig covid ma da gennaio le aziende in crisi dovranno risolvere questa problematica in un’altra maniera”.

“La cosa che impressiona è che non si coglie la gravità della crisi che stanno attraversando gli albergatori” rimarca la numero uno dell’associazione degli albergatori di Confindustria e spiega le difficoltà insite nell’accedere alla cig ordinaria che prevede l’anticipazione dei salari: “le aziende ricettive non hanno la possibilità di anticipare nulla dopo due anni di sofferenze”.

Quanto alle misure prese contro il caro energia l’imprenditrice osserva che “un passo avanti viene fatto sugli oneri di sistema, e va riconosciuto, ma incidono per il 10% sulla bolletta. L’aumento dei costi a Kilowattora è triplicato in un anno: un albergo di medie dimensioni se pagava una bolletta di 2.000-3.000 euro ora paga circa 8.000 euro. E sono costi che non si possono recuperare sui fatturati anche perché gli alberghi sono mezzi vuoti”. Mentre il “Bonus affitti” per tre mesi (gennaio, febbraio e marzo) che prevede un credito d’imposta del 60% dei canoni di locazione per le imprese del turismo che hanno fatturati dimezzati “è positivo perché molte aziende sono in gestione e dà fiato a quegli albergatori”, conclude Colaiacovo.

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