Influenza, il virus è mutato: in Puglia ha beffato i vaccini

L’emergenza Covid ha messo in secondo piano l’influenza stagionale, che in Puglia ha causato 24 casi gravi e complicati con cinque decessi. Un rapport

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L’emergenza Covid ha messo in secondo piano l’influenza stagionale, che in Puglia ha causato 24 casi gravi e complicati con cinque decessi. Un rapporto dell’Osservatorio epidemiologico regionale predisposto da Maria Chironna e Daniela Loconsole (Università di Bari) ha analizzato la circolazione del virus influenzale, e pur tra mille cautele ed a fronte di dati che si sono azzerati dopo la scoperta del primo caso di coronavirus, ha evidenziato un dato molto importante: una buona parte dei ceppi rilevati sul campo in Puglia non erano tra quelli inclusi nel vaccino. Vuol dire che, pur vaccinandosi, in alcuni casi non si è ottenuta copertura.

I ceppi da includere nella formulazione vaccinale vengono stabiliti dagli esperti della Oms sulla base dell’osservazione sul campo e di considerazioni di tipo statistico. Quella dello scorso anno è stata classificata dal ministero della Salute (a posteriori) come una stagione influenzale a media intensità, ed in Puglia sono state registrate coperture vaccinali negli over 65 abbastanza buone (51,4%), identiche alla stagione precedente (anche se 10 anni fa la copertura era al 73%).

Secondo l’Osservatorio epidemiologico lo scorso anno in Puglia hanno circolato prevalentemente virus influenzali di tipo A, con una bassa presenza del virus di tipo B che è stato del tutto assente nel 2018-2019 e fu invece protagonista della stagione 2017-2018 (in cui ci furono 26 morti). «Tutti i ceppi di influenza A(H1N1)pdm09, la gran parte dei ceppi A(H3N2) e B caratterizzati in Puglia, sono risultati antigenicamente differenti dai ceppi inclusi nella formulazione vaccinale per la stagione 2019-2020 e, invece, strettamente correlati ai ceppi raccomandati dall’Oms ed inclusi nella formulazione vaccinale della stagione 2020-2021». La gran parte dei virus della «suina» (H1N1) osservati in Puglia appartiene infatti ai ceppi «Hawaii» e «Guangdong-Maonan» ritenuti prevalenti per la prossima stagione, mentre per il virus H3N2 appartengono al ceppo di riferimento «SouthAustralia» del prossimo anno.

La situazione osservata in Puglia non è dissimile da quella di altre regioni o di altre parti d’Europa. I virus, lasciati liberi di circolare, con il passare del tempo sono soggetti a mutazioni (è il motivo per il quale il vaccino cambia di anno in anno): queste mutazioni possono ovviamente avvenire anche nel corso della stagione. Ma il vaccino è «tarato» anche tenendo conto di quali sono i ceppi più pericolosi: ed anche quest’anno è stato confermato che quelli mutati, più blandi, hanno fatto meno danni.

Il vaccino anti-influenzale resta importantissimo in tempi di covid, perché permetterà di evitare che i sintomi di una malattia vengano confusi con quelli dell’altra. La campagna vaccinale quest’anno verrà anticipata (fine settembre-inizio ottobre) proprio per la necessità di aumentare ulteriormente le coperture: la Puglia ha già acquistato 2,1 milioni di dosi di vaccino.

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