Taglio delle accise verso la scadenza del 22 maggio: cosa succederà ai prezzi di benzina e diesel

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Taglio delle accise verso la scadenza del 22 maggio: cosa succederà ai prezzi di benzina e diesel

Cosa succederà con la fine del taglio delle accise? Se non ci saranno ulteriori provvedimenti e se la crisi internazionale dovesse perdurare, si assisterà a un inevitabile aumento dei prezzi di benzina e diesel per diversi centesimi al litro. E così fare rifornimento di carburante diventerà ancora una volta più dispendioso.Di fronte alla possibilità di ripetersi di uno scenario del genere, Palazzo Chigi starebbe ragionando su una nuova proroga per contrastare il caro carburanti. Però, le agevolazioni che sarebbero contenute nel prossimo provvedimento potrebbero essere inferiori alle attuali.

Taglio accise fino al 22 maggio: il riepilogo
Per far fronte ai costi dei prodotti petroliferi schizzati verso l’alto in seguito alla guerra in Iran, il 18 marzo è stato varato dall’esecutivo il primo decreto carburanti. Come tutti i successivi, aveva carattere temporaneo e conteneva i costi per circa venti giorni.

Quindi il 3 aprile, per ovviare alla precedente scadenza del 7 aprile, si è provveduto alla prima proroga del taglio delle accise sui carburanti. Il prolungamento è stato dunque fino al 1° maggio.A seguire, il taglio delle accise è stato prorogato fino al 22 maggio. Con una differenza: in due fasi, per motivi di natura strettamente economica. La prima fino al 10 maggio e la seconda, senza soluzione di continuità, fino a venerdì 22. Siamo giunti così a quattro decreti ministeriali e, come detto sopra, sarebbe in arrivo il quinto.La situazione attuale e il prossimo scenario
Il taglio delle accise al 22 maggio prevede una riduzione di 6,1 centesimi al litro sul prezzo della benzina e di 24,4 centesimi su quello del gasolio. Entrambi i prezzi sono da considerare con IVA inclusa. Questa scelta è stata dovuta alla sproporzione tra i rincari dei due tipi di carburante. Infatti, la benzina era aumentata del 6%, mentre il diesel del 24%.Inoltre, è necessario considerare che dall’inizio del 2026, a causa delle nuove accise scattate il 1° gennaio ma anche della maggior domanda di gasolio a livello globale, il diesel è più caro della benzina. L’escalation in Medioriente, infine, ha determinato difficoltà sempre maggiori per gli automobilisti nel fare il pieno.Senza tagli sulle accise, dal 22 maggio la benzina potrebbe sfiorare la “soglia psicologica” dei 2 euro al litro. Il diesel, invece, si spingerebbe oltre i 2,20 euro. Per non parlare dei costi ancor più elevati per rifornirsi nelle aree di servizio autostradali.

Taglio accise 22 maggio: le coperture economiche
Il fattore decisivo affinché il Governo possa provvedere a un rinnovo del taglio delle accise sui carburanti è quello delle coperture economiche necessarie per finanziare l’operazione.Per la proroga fino al 10 maggio era stata stanziata una somma di 146,5 milioni di euro. Il prolungamento del taglio delle accise al 22 maggio ha beneficiato della copertura di ulteriori 200 milioni derivanti dalle sanzioni dell’Antitrust in seguito all’allarme speculazione e dall’extra-gettito IVA sui carburanti.Quest’ultimo è il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, che permette di sfruttare il maggiore gettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi per alleggerire la tassazione sui carburanti. Però in questo frangente non si potrà utilizzare. Perché? Le entrate aggiuntive di maggio saranno disponibili soltanto dalla seconda metà di giugno.

Prezzi carburante: verso un taglio ridotto
Intanto, i prezzi aggiornati, diffusi all’inizio dello scorso fine settimana dall’osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, indicano un prezzo medio nazionale del diesel a 1,979 euro al litro. Il dato è in diminuzione rispetto ai 2,052 euro al litro di fine aprile. Riguardo alla benzina la situazione appare più stabile. Il prezzo medio della verde è di 1,942 euro al litro, con un incremento di circa 2 centesimi rispetto ai primi giorni successivi all’introduzione della riduzione.Sono questi aspetti che potrebbero spingere il Governo a valutare un taglio delle accise meno marcato rispetto ai precedenti, con un occhio di riguardo alla situazione delle finanze pubbliche. Il 22 maggio è previsto anche un incontro con gli autostrasportatori. Una categoria tra le più colpite dal caro carburanti e pronta allo sciopero (25-29 maggio).Infine il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, pur esprimendo forti preoccupazioni sui prezzi, ha rassicurato sulla quantità di scorte disponibili, anche sul fronte jet fuel, scongiurando il rischio di aeroporti senza carburante paventato negli ultimi tempi.

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