Quanto accaduto questa mattina nell’area della stazione Campagna a Manfredonia, dove un uomo straniero è stato arrestato dopo aver danneggiato a c

Quanto accaduto questa mattina nell’area della stazione Campagna a Manfredonia, dove un uomo straniero è stato arrestato dopo aver danneggiato a calci alcune automobili in sosta e, sembrerebbe, aver anche aggredito gli uomini delle forze dell’ordine giunti sul posto, è un fatto che non può essere né minimizzato né strumentalizzato. Le responsabilità individuali vanno accertate fino in fondo e chi sbaglia deve risponderne davanti alla legge.
Ma proprio perché la responsabilità è sempre personale, serve oggi più che mai chiarezza pubblica, istituzionale e immediata.
Da ore, infatti, circolano con sempre maggiore insistenza voci relative al trasferimento a Manfredonia, presso la struttura della Casa della Carità, di circa 100 richiedenti asilo provenienti dal CARA di Borgo Mezzanone, di diverse nazionalità. Si parla di numeri precisi, di elenchi già in circolazione, di spostamenti imminenti o già programmati. Se queste notizie sono false, qualcuno le smentisca ufficialmente e subito. Se sono vere, qualcuno abbia il coraggio e il dovere di dirlo alla città.
Perché Manfredonia non può essere trattata come un territorio da usare nel silenzio, senza informazione, senza condivisione, senza alcun confronto con la comunità locale, con i residenti, con le istituzioni cittadine e con le forze sociali.
Il punto non è alimentare paure. Il punto è evitare che il silenzio istituzionale trasformi ogni voce in allarme, ogni indiscrezione in tensione, ogni episodio isolato in un detonatore sociale. L’assenza di comunicazione non produce integrazione: produce sfiducia, disordine e conflitto.
Chi governa ha il dovere di comunicare quanti sono realmente i richiedenti asilo destinati alla struttura di Manfredonia, da dove provengono, con quali tempi avverrà il trasferimento, chi gestirà la struttura, quali controlli sono previsti, quali servizi di assistenza, mediazione culturale, presidio sanitario e supporto sociale saranno garantiti, quale piano di sicurezza e di monitoraggio è stato predisposto, quale interlocuzione è stata avviata con la città.
Sono domande legittime. Sono domande doverose. Sono domande che interpretano il diritto dei cittadini a essere informati su decisioni che incidono direttamente sulla vita del territorio.
Nessuno può pensare di imporre scelte di questa portata dall’alto, nel silenzio generale, salvo poi invocare responsabilità e calma quando esplodono tensioni o emergono criticità. La sicurezza urbana, la tenuta sociale e la qualità dei percorsi di accoglienza si costruiscono con programmazione, trasparenza e presenza istituzionale. Non con l’improvvisazione. Non con l’omertà amministrativa. Non con il solito scaricabarile.
Manfredonia è una città civile, solidale e responsabile. Ma proprio per questo pretende rispetto. E il rispetto passa anzitutto dalla verità.
Se esiste un piano di trasferimento di 100 richiedenti asilo presso la Casa della Carità, la città deve saperlo ufficialmente. Se non esiste, la città deve essere rassicurata con altrettanta chiarezza.
Non si alimentano pregiudizi. Si pretende trasparenza.
Non si cerca lo scontro. Si difende il diritto di una comunità a non essere tenuta all’oscuro.
Angelo Riccardi
Palombella Rossa


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