Vedere vandalizzata questa panchina, nata dall'amore di una mamma, Caterina, che ha scelto di trasformare un dolore personale in qualcosa di utile

Vedere vandalizzata questa panchina, nata dall’amore di una mamma, Caterina, che ha scelto di trasformare un dolore personale in qualcosa di utile per gli altri, mettendoci tempo, forza e dignità, fa male.
Non è solo un danno materiale. Dietro quella panchina c’è la storia di Mariarosa e la volontà di dare un senso a ciò che è accaduto, affinché tragedie come i suicidi tra i più giovani non si ripetano.
Il gesto di qualcuno, forse annoiato dalla propria quotidianità, che ha pensato di rompere quella targa, non cancella ciò che è stato costruito con il progetto “Un girasole per la vita”. Quella panchina verrà ripristinata dalla sua mamma e continuerà a essere lì, per tutti.
Quello che resta, però, è una domanda scomoda: quanto riusciamo davvero a riconoscere il valore di ciò che nasce dall’impegno degli altri? E quanto siamo disposti a rispettarlo?
Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura


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