Le ferite della Terra Santa saranno in primo piano nella Via Crucis al Colosseo presieduta da Papa Leone XIV, la sera del Venerdì Santo, il 3 apri

Le ferite della Terra Santa saranno in primo piano nella Via Crucis al Colosseo presieduta da Papa Leone XIV, la sera del Venerdì Santo, il 3 aprile.A scrivere le meditazioni, su richiesta del Pontefice, è stato padre Francesco Pattone, Custode di Terra Santa dal 2016 al 2025 e oggi nel convento sul Monte Nebo, in Giordania.I testi del rito non sono stati pubblicati ma è da attendersi che verranno richiamate le sofferenze del Medio Oriente, martoriato da anni di conflitti. Come anche risuoneranno le parole di Francesco d’Assisi, il santo della pace, del quale quest’anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte.Ripristina la funz del ginocchio senza chirurgia fino al 99,7% ok
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Sarà Papa Leone in persona a portare la croce in tutte le stazioni della Via Crucis. Si tratterebbe di una prima volta per un Pontefice da quando, nel 1965, Paolo VI riportò questo importante rito della Settimana Santa al Colosseo, monumento simbolo del martirio dei cristiani. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno portato la croce, fino a quando hanno potuto, solo alla prima e all’ultima stazione. Papa Francesco presiedeva il rito dal colle Palatino e negli ultimi anni, a causa di problemi di salute, non era neanche presente.Per quanto riguarda invece il Giovedì Santo, la messa in Coena Domini, quella della tradizionale lavanda dei piedi, torna nella basilica di San Giovanni in Laterano, e vedrà come ‘apostoli’, le persone alle quali il Papa laverà i piedi in memoria del gesto compiuto da Gesù, dodici sacerdoti. Si torna dunque alla tradizione dopo le scelte di Papa Francesco che aveva prediletto per questa importante celebrazione del Triduo pasquale luoghi di sofferenza, come carceri o centri migranti.In queste occasioni Bergoglio aveva scelto, per il gesto di lavare i piedi, anche donne, transessuali, carcerati, esponenti di diverse religioni. Intanto da Gerusalemme arriva la conferma che l’incidente del Santo Sepolcro è rientrato.”C’è stata una incomprensione con la polizia domenica ma dopo i contatti con le autorità, siamo arrivati a un accordo per cui le celebrazioni della Settimana Santa verranno celebrate a porte chiuse, con un ristretto numero di persone”, ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa in una conferenza stampa insieme al Custode di Terra Santa Francesco Ielpo, che ha aggiunto: “Siamo perfettamente consapevoli delle questioni di sicurezza”.Pizzaballa ha poi fatto notare che la situazione in Libano e in Siria è anche peggiore. E infatti è di queste ore l’annuncio che le Chiese siriane hanno dato indicazioni di non svolgere riti all’aperto. Il patriarca greco-melkita Joseph Absi ha spiegato che “date le attuali circostanze scoraggianti, abbiamo deciso, in coordinamento e accordo con tutte le chiese, che le celebrazioni pasquali saranno limitate alle sole preghiere all’interno delle chiese”.
Il Papa: ‘La Pasqua il tempo più sacro, invoco la pace’
“Siamo nella settimana santa viene la Pasqua dovrebbe essere il tempo più santo, il più sacro di tutto l’anno, un tempo di pace e di riflessione ma come tutti sappiamo di nuovo nel mondo in tanti posti stiamo vedendo tanta sofferenza – così papa Leone -, tanti morti anche bambini innocenti, continuamente facciamo l’appello per la pace ma purtroppo tante persone vogliono promuovere l’odio, la violenza, la guerra e quindi anche stasera rinnovo un appello invitando tutti a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo è ancora crocifisso oggi, soffre negli innocenti”, “magari una tregua per Pasqua, ma che finisca la guerra prima”.”Recentemente il presidente Trump ha detto che vuole finire la guerra, sperabilmente sta cercando un modo per de-incrementare la violenza, il che sarebbe un significativo modo di contribuire al calo dell’odio che è stato creato nel Medio Oriente e non solo, a tutti i leader del mondo dico tornate al tavolo per il dialogo”, ha detto il Papa rispondendo alle domande dei giornalisti all’uscita dalla residenza pontificia di Castel Gandolfo. Al Papa è stato chiesto in inglese che cosa vorrebbe dire al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ad Israele. Leone ha rinnovato il suo appello alla pace a “tutti” i leader del mondo.

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