Oltre alle stele daunie, è in corsa per il riconoscimento UNESCO anche Grotta Scaloria. L’importante sito neolitico scoperto nel 1931, un santuari


Oltre alle stele daunie, è in corsa per il riconoscimento UNESCO anche Grotta Scaloria. L’importante sito neolitico scoperto nel 1931, un santuario famoso per i riti legati all’acqua di stillicidio raccolta in vasi dipinti, fa parte del percorso regionale “Grotte carsiche della Puglia preistorica”, candidate all’UNESCO. Un recupero sulla dimenticanza della Regione Puglia che aveva escluso Grotta Scaloria. Un recupero provvidenziale opera dell’assessora alla cultura di Manfredonia, Maria Teresa Valente che con tenacia e decisione è intervenuta formalmente per segnalare la mancata inclusione di Grotta Scaloria.
«Una distrazione probabilmente, recuperata tempestivamente – annota l’assessora Valente – che ha consentito di reinserire nella lista regionale uno dei siti più rilevanti della letteratura archeologica internazionale attestato da evidenze scientifiche consolidate».
– Grotta Scaloria che è presente alla Biennale Arte Venezia 2026.
«Si. Un ulteriore elemento di rilievo internazionale per Grotta Scaloria. Il sito archeologico Scaloria di Manfredonia inserito nel Padiglione delle Lituania, è anzi il punto di riferimento del progetto artistico lituano fondato sulle ricerche della celebre archeologa Marija Gimbutas (1921-1994) nota per le sue rivoluzionarie teorie sull’Europa neolitica. Il sito entra così nelle principali vetrine culturali mondiali, all’interno di un lavoro che intreccia arte contemporanea, archeologia e riflessioni sul rapporto tra uomo e natura».
– Quale sarà il contributo del Comune di Manfredonia alla iniziativa della Lituania?
«Il Comune ha già avviato interlocuzioni e dato disponibilità a sostenere questa presenza, riconoscendone il valore strategico in termini di posizionamento internazionale. Non si tratta solo di un’operazione culturale, ma di un passaggio che contribuisce a rafforzare la riconoscibilità di Manfredonia in un circuito di alto profilo, in linea con il percorso UNESCO».
– La candidatura di Gratto Scaloria si unisce a quelle delle stele daunie, anch’esse celebrate memorie dell’antica storia umana custodite nel Museo nazionale archeologico allocato nel castello manfredino. A che punto è l’iter per la loro candidatura?
«Per le stele daunie è stato già avviato un percorso concreto con il coinvolgimento di studiosi, associazioni e realtà del territorio per costruire una base scientifica e condivisa. La candidatura UNESCO richiede una visione strutturata, una cabina di regia chiara e un coordinamento stabile tra competenze scientifiche, istituzionali ed economiche per affrontare un percorso lungo, selettivo e complesso, che deve poggiare su basi solide per essere credibile. In questa prospettiva l’amministrazione comunale ha in via di approvazione il Piano strategico integrato cultura e turismo, lo strumento che stabilirà una cabina di regia condivisa per il coordinamento e la valorizzazione del patrimonio, identità, programmazione culturale del territorio».
– Tempi?
«Cercheremo naturalmente di abbreviarli quanto più possibile per centrare di realizzare un obiettivo ambizioso che porteranno questi due grandi presidi della cultura sipontina, lavorando con serietà evitando scorciatoie: sono percorsi sui quali si gioca una parte importante del futuro culturale e turistico della città».
Michele Apollonio


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