Non si placa il dibattito sulla bozza di disegno di legge regionale riguardante le locazioni turistiche. A scendere in campo con forza è Aigo Conf

Non si placa il dibattito sulla bozza di disegno di legge regionale riguardante le locazioni turistiche. A scendere in campo con forza è Aigo Confesercenti Puglia, l’associazione che rappresenta il settore extralberghiero. La posizione è netta: la Puglia non è Venezia e le nuove norme non possono trasformarsi in un freno a un comparto che oggi regge quasi il 20% del turismo regionale.Secondo i dati tecnici citati dall’associazione, nel 2025 la Puglia ha registrato oltre 6,6 milioni di arrivi e quasi 22,7 milioni di presenze. In questo scenario, le 44.883 locazioni turistiche censite non sono un fenomeno marginale: rappresentano il 18,7% degli arrivi e il 17,1% delle presenze complessive. “Regolare sì, restringere no” è la sintesi di Aigo. L’associazione evidenzia un paradosso: da un lato la Regione investe massicciamente nel marketing territoriale per attrarre flussi mondiali, dall’altro ipotizza norme che potrebbero tagliare i posti letto necessari a ospitarli.Aigo respinge l’idea che l’extralberghiero sia la causa della carenza di case per i residenti. Al contrario, viene rivendicato il ruolo di “motore di rigenerazione”: “L’extralberghiero ha recuperato migliaia di immobili che sarebbero rimasti vuoti, degradati o abbandonati, restituendo vitalità a interi quartieri storici – si legge in una nota dell’associazione di categoria – Ha riportato luce, manutenzione, sicurezza, presenza umana e attività economiche in zone che, senza questi investimenti privati, avrebbero subito un progressivo declino. E tutto questo senza alcun costo per la finanza pubblica”.Le case dei borghi antichi, spiega la nota, per caratteristiche strutturali (scale ripide, assenza di parcheggi) spesso non incontrano più le esigenze delle famiglie moderne, trovando nel turismo l’unica via per non finire nel degrado.Un punto centrale riguarda l’imposta di soggiorno. I flussi dell’extralberghiero garantiscono entrate fondamentali per i Comuni, utilizzate per la pulizia urbana e la gestione dei rifiuti. “Ogni turista che soggiorna in Puglia contribuisce, attraverso l’imposta di soggiorno, a migliorare la qualità della vita dei cittadini – spiegano i vertici Aigo – Ridurre in modo indiscriminato la capacità ricettiva extralberghiera significherebbe anche ridurre queste entrate, con effetti negativi non solo per i bilanci comunali, ma per le famiglie che vivono nei territori”.Invece di moratorie o nuovi lacci burocratici, Aigo propone tre pilastri: formazione obbligatoria, certificazione della qualità e semplificazione digitale. “Il nostro obiettivo non è opporci alla regolamentazione, ma contribuire a costruirla in modo equilibrato, proporzionato e sostenibile – spiega il presidente regionale di Aigo Confesercenti Puglia, Michele Piccirillo – La Puglia ha bisogno di qualità, formazione e semplificazione, non di misure che rischiano di ridurre la capacità ricettiva e penalizzare chi ha investito nel recupero dei nostri centri storici. L’ospitalità diffusa è una risorsa per i territori e per i residenti, non un problema da contenere”.

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