Secondo l'Ageei/Aerospazionews, il velivolo teleguidato italiano Mq-9 Predator B dell'aeronautica militare distrutto il 16 marzo scorso nell'attac

Secondo l’Ageei/Aerospazionews, il velivolo teleguidato italiano Mq-9 Predator B dell’aeronautica militare distrutto il 16 marzo scorso nell’attacco di un drone iraniano all’hangar della base di Ali al Salem in Kuwait, sarebbe il modello gestito dal personale del 32° Stormo di Amendola, a Foggia.L’aeromobile a pilotaggio remoto, anche noto con il nome di Reaper, serve al reparto di stanza al 32° stormo a effettuare operazioni di intelligence, surveillance, target acquisition & recoinnissance, sia nazionali che di coalizione. A distanza di alcuni giorni la stampa iraniana ha diffuso, attraverso il sito Italmilradar, le immagini prima e dopo il radar.Come aveva riportato l’Ansa il giorno dell’attacco, il drone della task force air italiana colpito e reso inutilizzabile nella base di Ali Al Salem, velivolo a pilotaggio remoto in dotazione al Task Group ‘Araba Fenice’ di stanza nella base aerea kuwaitiana, è stato sviluppato a partire dai primi anni Duemila dall’azienda General atomics aeronautical systems.Il 20 dicembre 2023, per la prima volta l’MQ-9 Predator B, aveva volato in Italia su rotte dedicate esclusivamente al traffico aereo pilotato. Il primo volo sperimentale era stato effettuato dal 32° Stormo dell’Aeronautica Militare di Amendola, gestito da controllori del traffico aereo militari, in sinergia con Enac ed il supporto operativo di Enav.

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