Sabbia del Sahara in Puglia, il video della Nasa che ripercorre il viaggio delle polveri nella prima settimana di marzo

A inizio marzo, la Puglia — come gran parte dell’Europa occidentale — si è ritrovata sotto un cielo lattiginoso, attraversato da una luce di color

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A inizio marzo, la Puglia — come gran parte dell’Europa occidentale — si è ritrovata sotto un cielo lattiginoso, attraversato da una luce di colore arancione che annunciava un ospite inatteso: la polvere del Sahara. Si è trattato dell’ennesima manifestazione di un fenomeno che gli scienziati osservano con crescente attenzione. A confermarlo è un’analisi della NASA, accompagnata da un’animazione che ricostruisce il viaggio delle polveri sahariane dal 1° al 9 marzo, mostrando come le correnti invernali abbiano sollevato enormi nubi di sabbia dal Nord Africa e le abbiano spinte verso il Mediterraneo e oltre.Il modello GEOS (Goddard Earth Observing System), utilizzato dall’agenzia statunitense, integra dati satellitari ed equazioni fisiche per rappresentare la densità della polvere in atmosfera. In Italia, il fenomeno è stato particolarmente evidente nel Sud. Qui la combinazione tra sabbia e precipitazioni ha prodotto le cosiddette “piogge sporche”, depositando sulle superfici un residuo bruno ben visibile su auto, terrazzi e campi agricoli.
A favorire la caduta al suolo delle particelle, spiegano gli esperti, è stato un sistema di bassa pressione.
Gli scienziati osservano come gli episodi di trasporto di polveri invernali verso l’Europa siano diventati più frequenti e intensi negli ultimi anni. Tra i fattori individuati figurano condizioni più secche del normale nel Nord Africa e schemi atmosferici che favoriscono venti diretti verso nord. In altre parole, il Sahara non è più un confine naturale: il suo respiro arriva sempre più spesso fino alle città europee.
Tali eventi sono sempre più frequenti in Puglia che, per posizione geografica, è una delle prime regioni a intercettare le masse d’aria provenienti dal Nord Africa. Le ricadute non sono solo estetiche o legate ai disagi quotidiani: la presenza di polveri sottili può incidere sulla qualità dell’aria e sulla salute, mentre gli agricoltori osservano con attenzione gli effetti dei depositi sulle colture.

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