Nei giorni scorsi, in Consiglio comunale, mi è stata rivolta un’interrogazione riguardante i progetti di vita per le persone con disabilità, uno s

Nei giorni scorsi, in Consiglio comunale, mi è stata rivolta un’interrogazione riguardante i progetti di vita per le persone con disabilità, uno strumento previsto dalla normativa nazionale per costruire percorsi personalizzati di assistenza, inclusione e autonomia. Colgo l’occasione per offrire alcuni elementi di chiarezza su un tema importante, ma anche complesso.
Il riferimento normativo principale è l’articolo 14 della legge n. 328 del 2000, che riconosce alle persone con disabilità il diritto ad un progetto individuale, costruito insieme da Comune, ASL e altri servizi competenti. L’obiettivo è predisporre un piano personalizzato che tenga conto dei diversi ambiti della vita della persona – dalla scuola al lavoro, fino alla partecipazione sociale – attraverso una valutazione multidimensionale dei bisogni e delle potenzialità.
Per molti anni, tuttavia, questa previsione è rimasta di difficile applicazione concreta. Solo con il decreto legislativo n. 62 del 2024, entrato in vigore il 30 giugno 2024, lo Stato ha definito in maniera più puntuale le procedure e le fasi che portano alla costruzione del cosiddetto progetto di vita: dalla valutazione di base alla valutazione multidimensionale, fino alla definizione del progetto personalizzato.
Lo stesso decreto prevede anche la formazione del personale coinvolto nei diversi servizi e l’attivazione di risorse dedicate. Non a caso il Governo ha previsto una fase di sperimentazione nel 2025 in alcune province italiane, proprio perché il sistema è ancora in fase di costruzione a livello nazionale.
La provincia di Foggia, al momento, non rientra tra quelle individuate per la sperimentazione. Nonostante questo, i Servizi Sociali del Comune di Manfredonia si sono attivati già nel novembre 2023, quando, a seguito dell’unica richiesta pervenuta agli uffici, è stato istituito il tavolo tecnico previsto dalla normativa e si è proceduto all’avvio del progetto di vita. Si tratta, ad oggi, dell’unica richiesta formalmente presentata, che continua ad essere seguita dai servizi nel percorso previsto.
Questo dimostra come, anche su temi complessi e ancora in fase di strutturazione a livello nazionale, i Servizi Sociali del Comune di Manfredonia abbiano scelto di non restare fermi, attivando gli strumenti disponibili e lavorando insieme ai servizi competenti per dare risposte concrete. Ancora una volta, sul tema del sociale, Manfredonia ha dunque dimostrato di essere un Comune virtuoso.
È importante ricordare che il progetto di vita non è un atto automatico né una misura che si esaurisce in un provvedimento amministrativo. Si tratta di un percorso articolato che richiede il coinvolgimento di più servizi, valutazioni approfondite e un lavoro condiviso con la persona e con la famiglia.
Proprio per questo continueremo a lavorare affinché le famiglie siano informate e accompagnate nell’accesso agli strumenti previsti dalla normativa, con l’obiettivo di costruire percorsi sempre più efficaci di autonomia, inclusione e qualità della vita.
Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura

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